Varese, omicidio di via Ravasi A uccidere fu una sola mano?

Varese, omicidio di via Ravasi A uccidere fu una sola mano?

VARESE La vera battaglia deve ancora incominciare. Ma ieri, nelle schermaglie iniziali, la difesa del 42enne dominicano Roberto Miguel Cobertera Monsalves è riuscita a mettere a segno un paio di punti a suo favore. Cobertera Monsalves, noto nel mondo dello spaccio anche con l’alias di Victor Dario Ramirez Ravelo, è accusato di aver sferrato due delle tre coltellate che il 7 novembre 2008 in via Ravasi spezzarono la vita del marocchino Saad Heddine Tarik. Per quell’omicidio è già stato condannato (con rito abbreviato) a trent’anni di galera un altro dominicano: il 21enne Daniel Calcano, che il gup ha riconosciuto quale unico responsabile diretto dell’assassinio. I due sudamericani in quella serata si trovavano insieme in via Ravasi, a una decina di metri di distanza l’uno dall’altro. Ma secondo il pubblico ministero Agostino Abate, Cobertera Monsalves non sarebbe stato una semplice comparsa: al contrario, avrebbe avuto parte attiva nell’accoltellamento.Ieri mattina nella corte d’Assise presieduta dal giudice Ottavio D’Agostino ha testimoniato Marco Motta,

medico legale dell’ospedale di Circolo. Sulla base dell’esame del cadavere di Tarik, Motta ha cercato di dare risposta a una domanda: perché il marocchino non ha nemmeno tentato di difendersi mentre veniva trafitto dalla lama? Sul corpo di Tarik, in particolare sulle braccia, non sono infatti stati trovati segni della benché minima resistenza. Tre gli scenari tratteggiati dal medico. Il primo: Tarik sarebbe stato colpito di sorpresa, togliendogli ogni possibilità di reazione. Il secondo: Tarik sarebbe stato colpito prima al cuore, e solo successivamente al fegato e al polmone. Ciascuna di queste tre ferite sarebbe stata probabilmente letale. Ma proprio quella inferta al muscolo cardiaco avrebbe ucciso praticamente sul colpo il marocchino. Terzo scenario: quella sera Tarik aveva bevuto parecchio (il suo tasso alcolemico era pari a 1,2 grammi per litro) e in più aveva assunto sostanze stupefacenti (cocaina). Il mix composto da alcol e droga lo avrebbe talmente intontito da renderlo facile preda del suo carnefice, o dei suoi carnefici.

e.marletta

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