Varese, parcheggio dell’ospedale “Assurdo: tariffe come in centro”

Varese, parcheggio dell’ospedale “Assurdo: tariffe come in centro”

VARESE Pagare per andare in ospedale? Non è la minaccia della privatizzazione della sanità pubblica, ma una questione molto più concreta come pagare il parcheggio. E pagarlo caro. Se parcheggiare gratuitamente è ormai impossibile, perlomeno i malati e i parenti dei malati si aspetterebbero, lasciando l’auto per qualche ora – il tempo di una visita o di ritirare un referto – di non pagare come in pieno centro storico. Invece a Varese, nei parcheggi a servizio del

monoblocco e situati in via Guicciardini la tariffa equivale a quella vigente negli autosili del centro: un euro all’ora. Tariffa cumulativa. Così, andare in ospedale per farsi controllare o visitare i propri cari finisce per costare come parcheggiare in centro per una giornata di shopping. Peccato che le cose non siano esattamente uguali. Se ne sono accorti anche i politici che però, dal momento che il parcheggio è privato e gestito direttamente dall’ospedale, non possono fare molto.

«Era certamente impensabile che un parcheggio, una volta costruito, potesse essere concesso gratuitamente – spiega il presidente della circoscrizione 6, Gianluigi Lazzarini (Lega Nord) – ma la tariffa di un euro all’ora è esagerata. Sarebbe già qualcosa riuscire a ridurla della metà, a 0,50 euro. Perché, anche se il parcheggio è privato, si tratta comunque di un servizio particolare, legato a situazioni delicate. E fare soldi sui problemi della gente non è bello». Anche perché, sostiene, il servizio non sarebbe adeguato al prezzo. «Se volessero giustificare il costo, infatti, ci sarebbe da dire che non esiste nemmeno un collegamento coperto tra l’ospedale e la struttura. Così quando piove la gente deve passare per forza allo scoperto». Una alternativa meno costosa esiste ed è il parcheggio comunale di via Sebenico, ad almeno 100 metri di distanza dall’altro. La tariffa è di 0,20 euro all’ora. Ma la distanza, per le persone anziane, è troppa.

Lazzarini lancia quindi l’appello ma ribadisce anche che il Comune può fare ben poco. «Parlando con i nostri assessori – continua il presidente leghista – avevamo già affrontato il problema, ma sono emerse le difficoltà a intervenire sulla gestione di questi servizi che sono di proprietà dell’azienda. L’unica cosa che chiediamo è di far pressione per migliorare i servizi in vista della realizzazione della seconda parte del nuovo ospedale, quella che prevede la demolizione di parte del vecchio complesso».

Il Comune ha infatti di recente approvato il progetto per l’abbattimento dei vecchi ambulatori e la realizzazione di nuovi padiglioni. Mettendo dei paletti. «Una delle richieste che avevamo fatto come circoscrizione – conclude Lazzarini – era quella di realizzare un tapis roulant sotterraneo, che collegasse la fermata dell’autobus lungo viale Borri con la nuova struttura. Adesso, con l’approvazione del progetto di spostare la fermata dell’autobus in via Guicciardini, la questione sembra risolta. Ma l’idea potrebbe servire lo stesso».

Marco Tavazzi

e.marletta

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