VARESE (m. tav.) Certo che, nella patria del celodurismo, il sondaggio di Antenna 3 è un bello smacco. I varesini vengono infatti collocati in fondo alla classifica dei “meglio dotati” della Lombardia. Il tutto sulla base di un campione di interviste tra la popolazione femminile. E qualche imbarazzo questo a chi ha fatto del «ce l’abbiamo duro» un grido di battaglia lo crea. O no? I leghisti varesini la prendono con spirito e non si fanno impressionare, tra chi la butta sul ridere e chi invece non vede questo sondaggio come una cosa da prendere effettivamente troppo sul serio.
A partire dal sindaco di Varese Attilio Fontana che bolla questo argomento come «chiacchiere da bar».
«C’era una volta il maschio latino – dice Fontana – famoso in tutto il mondo. Poi è finito in fondo alle sedicenti classifica. È riemerso il fenomeno della virilità anglosassone. Di reale, in queste cose, credo ci sia ben poco. Sono chiacchiere da bar, anche poco eleganti».
Eleganti o no, da parte dei colleghi lumbard arrivano diverse prese di posizione. La butta sul ridere il sindaco di Tradate ed ex segretario provinciale Stefano Candiani. «Evidentemente le donne lombarde che hanno fatto questo sondaggio, non conoscono bene i nostri laghi».
Mentre il segretario cittadino del Carroccio Marco Pinti sottolinea che quello che conta non è la… misura. «Per fare certe cose non serve un pennello grande, ma un grande pennello». E verrebbe da dire che Varese è infatti, nelle mitologia insubrica, terra di cinghiali. E c’è chi invece cita Tinto Brass. È l’esponente dei Giovani Padani Marco Bordonaro: “L’imporatnte è la durezza non le misure”. Insomma, la terra del celodurismo si difende a suon di battute. Il sondaggio lascerà il tempo che trova. Ma forse, dopo la decandenza del maschio latino, tocca anche a quello padano.
e.marletta
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