Cinquemila volumi del valore di quasi tre milioni di euro potrebbero prendere la via di Milano, direzione Biblioteca Ambrosiana.
Libri introvabili
Quasi certamente sarebbero inscatolati o in parte venduti come doppioni. La straordinaria raccolta dei conti Làbus-Pullé di Cantello, comprendente incunaboli, bibbie miniate, libri introvabili sul Risorgimento, rare prime edizioni di narrativa e la storia di Varese a partire dal Cinquecento, rischia infatti di uscire dalla città, per il fallimento dell’omonima fondazione e la decisione del consiglio d’amministrazione di contrastare quella del presidente, l’avvocato , di donare i volumi all’università dell’Insubria.
La Fondazione Làbus-Pullé, sorta a Varese nel 2009, presente tra l’altro all’expo di Shangai del 2010 e collaboratrice del centro Studi manzoniani di Milano, è stata messa in liquidazione, e per statuto il presidente decide la scelta dell’istituto cui destinare i beni rimasti, nel caso la biblioteca, che l’ultimo dei conti, Nicola Pullé, scomparso sette anni fa, lasciò nella residenza di famiglia a Cantello.
«Ritengo che l’università dell’Insubria, e in particolare il Centro di storie locali diretto dal professor , sia la sede ideale per accogliere i libri e valorizzarli, con pubblicazioni e convegni», spiega Cassarà. «Ma i quattro consiglieri milanesi hanno modificato l’articolo 26 dello statuto, sostenendo che il parere del presidente non è vincolante, e decidendo di destinare il fondo all’Ambrosiana, scippando così la città di Varese di un bene che le spetta di diritto».
Interviene il prefetto
Sulla vicenda è intervenuto anche il prefetto, , che ha invitato il cda a tener conto del principio di territorialità, che vincola i beni culturali al luogo di residenza, ma i consiglieri si mostrano irremovibili.
La biblioteca prese l’avvio dalla raccolta del celebre epigrafista Giovanni Làbus, nato a Brescia nel 1775, funzionario napoleonico ed esperto antiquario nonché amico del poeta , e sempre integrata dai successori, che unirono la loro casata a quella dei Pullé, industriali tessili originari delle Fiandre.
«C’è molta amarezza per questa vicenda – sostiene il rettore dell’Insubria, – e preoccupazione per la mancanza di attenzioni nei confronti di Varese da parte del cda della fondazione, ma rimane anche uno spiraglio d’ottimismo. A Milano la biblioteca rischierebbe la diluizione, da noi sarebbe valorizzata e messa a disposizione della comunità».
Mario Chiodetti
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