VARESE Varese frena, Busto accelera e quasi la riprende, ma il capoluogo mantiene ancora il primato di città più grande della provincia. Dal bilancio demografico del 2008 emerge un lieve calo della popolazione residente nel comune di Varese, scesa a 81.990 unità, mentre Busto Arsizio prosegue (anche se di poco) la crescita degli ultimi anni per arrivare a 81.431 residenti, poche centinaia di meno della città giardino.
Un risultato atteso, tanto che non stupirebbe nemmeno se l’anno prossimo arrivasse il sorpasso. Rispetto al 2007, infatti, la popolazione di Varese ha conosciuto un calo dello 0,1%, proseguendo il trend negativo iniziato dal 2005 e arrivando sotto la soglia degli 82mila abitanti. Nel 2006, invece, Busto Arsizio aveva superato quota 80mila per continuare il rialzo fino all’ennesimo lieve aumento attuale (+0,1%) e oggi solo di poco la seconda città della provincia. Il trend del decennio è chiaro: dal 1999 ad oggi la popolazione di Varese è scesa del 2,16% mentre Busto è salita del 4,07%, la prima perdendo circa 2 mila abitanti, la seconda acquistandone circa 3mila in più e confermandosi a pieno titolo la città più grande dell’Alto Milanese e la settima più popolosa della Lombardia. La città giardino, che pure aveva conosciuto una certa ripresa nel biennio 2003-2004 appare sempre più lontana dal record di 91130 abitanti registrato nel 1978.
Il ruolo di capoluogo è forse in discussione? Sicuramente per Varese è più utile interrogarsi sulle cause e gli effetti di questo calo demografico, evidente nonostante il costante ingresso di immigrati, che pure non è un fenomeno trascurabile in città. In un anno infatti la presenza straniera è cresciuta dell’8,3% e oggi gli immigrati sono 8274, più di un decimo dei residenti nella città giardino. In pratica nell’ultimo decennio, mentre la popolazione in città è calata del 2,16%, gli stranieri sono molto più che raddoppiati, crescendo del 147,1%: è grazie a loro che il saldo si mantiene vicino allo zero. Ma agli immigrati, che sono più giovani e fanno molti più figli degli italiani, vanno anche altri meriti, come mostrano le statistiche demografiche: è grazie a questi che Varese mantiene valori accettabili nell’età media e nel tasso di natalità. Nella popolazione varesina, infatti, l’età media è di 44,83 anni, ma se si guarda solo la
componente italiana il valore sale a 46,63 anni, mentre gli stranieri sono mediamente più giovani di 16 anni (età media a 30,85 anni). E il tasso di natalità nel comune è pari 8,43, ma se per gli italiani si ferma solo a 7,34, per gli stranieri raggiunge valori doppi (16,32). Il forte afflusso di cittadini di altre nazionalità non è comunque sufficiente a impedire l’aumento della popolazione, tanto che quasi un quarto della popolazione varesina (il 23,93%) ha più di 65 anni e solo il 12,55% meno di 14. Rimane stabile, invece, rispetto al 2007, il numero delle famiglie, 36174 in città. Se l’aumento della popolazione straniera è comune anche a Busto Arsizio, la crescita demografica della seconda città della provincia è da ricondurre probabilmente allo specifico modello di sviluppo urbanistico, che l’ha portata a espandersi continuamente negli ultimi anni, accogliendo nei suoi confini anche molti “milanesi” scappati dai prezzi delle case sotto la madonnina.
Piero Orlando
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