VARESE A poche ore dall’approdo ai rivenditori (domani sera, 28 luglio) e nelle tasche dei fanatici del melafonino (la mattina dopo, il 29), ecco perle e pecche del nuovo iPhone svelate dai varesini nelle stanze dei bottoni.
Ebbene sì, ci sono anche loro. Non sono quelli che vedono comparire spesso il loro nome, eppure di cose da raccontare ne hanno parecchie: PalmoSoft, azienda varesina doc, è un caso raro non solo al Nord, ma in tutta Italia. È una delle pochissime (4 o 5 in tutta la penisola) a dedicarsi appositamente allo sviluppo dei software che girano sui nostri iPhone, le “apps”, come si dice un gergo. «Non le facciamo solo per Apple», precisa Maurizio Moretti, amministratore delegato, «ma in questo momento tutti gli altri stanno ancora rincorrendo. Per adesso resta il prodotto migliore che c’è sul mercato».
Da parte loro, i varesini sono già pronti. A metà settembre sarà lanciata la loro nuova applicazione destinata alla neonata quarta generazione sull’App Store. Sarà gratutita e dedicata prevalentemente ai clienti business, come hanno precisato gli svilupatori. «Ma per ora non possiamo dire altro, anche se abbiamo tutto
pronto» continua Moretti, che spiega invece quali saranno le novità che si può aspettare il pubblico. «Le cose che tutti possono cogliere immediatamente sono sicuramente la possibilità di videochiamare, che prima non esisteva, e la risoluzione dello schermo, che adesso è migliorata e permette una visione ancora più dettagliata».
Frugando qua e là si scopre poi che a fare un netto salto di qualità è stata la fotocamera, passata a 5 mega pixels e dotata di flash (a led, come richiedono i telefonini, ma novità assoluta per l’iPhone). Per quanto riguarda il funzionamento, cambia anche il processore che sarà molto più veloce. «Di questo però l’utente medio non si accorgerà. Io che sono un fanatico dell’iPhone ho il 3gs e assicuro che è già velocissimo per quello che deve fare, questo significa che anche se la nuova versione ha potenzialità più elevate difficilmente saranno sfruttate».
Passiamo quindi alle pecche, che pure ci sono. E se lo dice un fan che per di più ci lavora sopra, c’è da crederci. «Sono quelle di sempre. Sappiamo già ad esempio che ha quel “problemino” con l’antenna». Sì, è vero: il «problemino» esiste. «A un certo punto era sembrato un vero e proprio difetto di produzione, ma indagando abbiamo avuto l’impressione che sia stata una precisa strategia di marketing per creare rumore intorno al prodotto. Chi l’ha già usato conferma che, se tenuto in alcune posizioni particolari, perde il segnale, ma si tratta di posizioni totalmente innaturali che di fatto il problema non sussiste».
Tanto meglio per Steve Jobs, si sono detti loro che con iPhone e similari ci campano. Pecca vera e propria che non è stata corretta rispetto ai predecessori è invece la durata della batteria. «Dura un giorno e non di più. La cosa migliore da fare, che consigliamo sempre è tenere, un secondo caricatore. Io ad esempio me lo sono messo in camera sul comodino e ho risolto il problema».
f.tonghini
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