È stata presentato venerdì mattina a Palazzo Estense dalla Famiglia Bosina alla presenza del vicesindaco Daniele Zanzi il programma della festa di San Vittore di domenica 7 maggio, all’interno del quale è prevista la cerimonia della Girometta d’oro, giunta alla cinquantanovesima edizione. Un’annata da incorniciare, quella del settantesimo anno di vita della Famiglia Bosina: la storica istituzione culturale dedita alla salvaguardia della tradizione, della lingua e della storia varesina nasceva infatti il 7 maggio del 1947, all’indomani del conflitto e a vent’anni esatti dall’elevazione di Varese a capoluogo di provincia, anche se solamente nel 1955, con la pubblicazione del primo “Calandari” se ne renderà ufficiale la fondazione.
Grande emozione è trapelata perciò fra i presenti – Luca Broggini, il regiù, e Daniele Zanzi sono fieramente juventini – all’annuncio del premiato del settantesimo anno, Giuseppe Marotta, dirigente della Juventus dal 2010 ed originario del rione di Avigno: da DS del Varese Calcio nei primi anni Ottanta, già responsabile del settore giovanile a soli 19 anni nel 1976, dirigente della Sampdoria dal 2002 al 2010, è un personaggio che ha fatto veramente volare alto il nome della Città Giardino. La Girometta d’Oro è considerata la massima onorificenza civica legata a Varese ed è uno dei momenti più attesi all’interno del nutrito programma della festa del patrono della città, che cade l’8 di maggio ma si celebra la domenica precedente. Viene assegnata di anno in anno ai varesini che si sono particolarmente distinti per impegno e capacità nel campo professionale, dell’arte e della cultura, dello sport, della politica o per meriti sociali: un riconoscimento definito da Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia nonché varesino illustre, “più importante ancora di un Nobel, per chi vive ed opera nel nostro territorio”. La prima edizione del premio venne assegnata al Gruppo Folcloristico Bosino, fondato nel ‘47 da Giuseppe Talamoni, e a donna Luisetta Tola d’Oria, vedova di Luigi Molina, per il cospicuo lascito a favore della Casa di Riposo di viale Borri, da allora “Casa di Riposo Paolo e Tito Fratelli Molina”; l’ultima, quella del 2016, al ragioniere Clemente Ballerio e all’ingegnere Cesare Corti, i due imprenditori che nel 1971 fondarono la Elmec, l’azienda leader nell’informatica e nella tecnologia. Fra i premiati illustri, Liala, lo stesso Maroni, Fabrizio Macchi, Salvatore Furia, Alfredo Binda, Rosita Missoni e Giacomo Campiotti.
A precedere la premiazione, la Famiglia Bosina riproporrà per il secondo anno consecutivo la fiaccolata nei rioni, con partenza dal Sacro Monte alle sei e mezza del mattino. Un percorso lungo 46 km e che grazie a vari tedofori toccherà i luoghi più caratteristici di Varese, arricchendosi quest’anno della presenza del rione di San
Fermo. L’arrivo è previsto per le 10.30 a Palazzo Estense; sarà in corso la cerimonia della Girometta in Salone Estense, con inizio alle 10, e che proseguirà con il corteo storico fino alla basilica di San Vittore, dove alle 11.30 si svolgerà la Santa Messa Solenne, avviata dall’accensione del globo con la fiaccola dei tedofori.
Il Cavalier Giampietro Rossi e il dottor Angelo Monti, il celebre “sindaco dei 13 giorni” nonché grande memoria storica bosina, hanno presentato in anteprima i nuovi Maestri del Lavoro che verranno premiati prima della cerimonia della Girometta. Si tratta dei cittadini a cui, con decreto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il primo maggio è stata conferita la “Stella al Merito del Lavoro”: Vitaliano Segna e Vincenzo Agrifoglio. Il premio all’attività commerciale andrà invece alla Pasticceria Brenna dei Fratelli Cardani per gli oltre 80 anni di attività commerciale: dal primo negozio in corso Matteotti di cui si perdono le origini ai successivi in via Vittorio Veneto e piazza XXVI Maggio, fino all’attuale Bar Pasticceria
Gelateria, sempre a Biumo Inferiore, ha tramandato un prezioso lavoro artigianale per ben quattro generazioni. Infine, al termine della benedizione, verrà consegnato in San Vittore alla dottoressa Cristina Frascoli il premio “Mamma dell’anno 2017” per le grandi doti di intelligenza, cultura ed esemplare umanità che la nota ginecologa ha coniugato con il ruolo di moglie e di mamma di sette figli, e per il grande dono della carità verso il prossimo condotto con umiltà e riservatezza.













