Varese, pronti tre sponsorper un grande Centenario

di Andrea ConfalonieriSe il Varese in cinque anni si è sempre imposto nelle sfide impossibili, o ha perso la prima volta solo per riprovarci più forte e vincere, e l’ha fatto correndo e picchiando più degli avversari perché questa è la fame di Luca Sogliano, come avrebbe pututo andare in bianco nel Centenario? Cioè rimanere senza sponsor, giocare con una squadra di bambini (ma si sarebbe salvata lo stesso: chi avrebbe dovuto sceglierli, avrebbe preso i migliori) e addirittura non iscriversi: bestemmie.Una società con un direttore sportivo che è anche un papà e che decide come premio personale per la promozione di passare le vacanze in Argentina a guardare quattro partite al giorno, dalla serie A alle favelas, ha dentro un sogno che non muore mai e delle emozioni che gli altri non hanno.Il destino che si compie domani con l’annuncio di tre grossi sponsor (ma in un caso il nome conta più del marchio) era scritto anche quando si parlava – non qui, non noi – di futuro a rischio. Era scritto perché tutti ci hanno sempre creduto, a differenza per esempio della Pallacanestro Varese, dove Cecco Vescovi lo fa quasi da solo. Era scritto perché conta quello che c’è sopra, dal diavolo in corpo di Sogliano e Sannino (l’asse psicologico è tutto: quando uno è incazzato, guarda l’altro e si mette di buonumore), al fluido magico di Montemurro – quando ti fissa con quel piglio positivo viene voglia di dirgli sì prima ancora che apra bocca – per

finire a Rosati, il giusto cappello di serietà e affidabilità sulla società.Ma era scritto anche perché, nel profondo, il Varese è fatto di corde dell’anima non meno importanti, persone invisibili o riservate, ma con lo stesso sangue biancorosso e i sentimenti veri di chi agisce sulla ribalta. Persone come Giancarlo Giorgetti e Claudio Milanese (grazie, e noi sappiamo perché). Persone come Giorgio Scapini e come quel pugno di storici tifosi che hanno unito il popolo biancorosso nel Club del Centenario. Se una sola di queste componenti non avesse agito con il solo fine dell’amore per la maglia, se l’insieme non ci avesse creduto o non avesse fatto squadra, coinvolgendosi e coinvolgendo, domani Rosati non avrebbe potuto annunciare l’arrivo di due sponsor principali e di un famoso ex collega presidente pronto a sostenere i mille eventi, in città e allo stadio, dei cent’anni biancorossi.Non vorremmo rovinare la sorpresa a Rosati ma non vogliamo nemmeno nascondere le notizie e allora diciamo che i nomi sulle divise saranno due, e altisonanti, visto che le aziende sono leader nei loro campi (una comanda l’intero centro nord nel settore di competenza proprio dalla Città Giardino). Buttiamo lì: pulizie e costruzioni.Per quanto concerne il terzo ingresso, che si legherà al Centenario, chiunque abbia una minima dimestichezza con il mondo del calcio e i cuori nerazzurri sobbalzerà sulla sedia. No, non è Moratti. Fuochino, però. Cifre? Tocca a Rosati farle, ma se un anno fa chiedeva 500.000 euro e ora può dirsi soddisfatto, un motivo ci sarà.

a.confalonieri

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