Varese, record di gamberi killer Gli esperti: “Ottimi in padella”

Varese, record di gamberi killer Gli esperti: “Ottimi in padella”

VARESE Che fossero invasivi e ormai sovrabbondanti si sapeva, ma non basta: i gamberi della Luisiana che vivono nel lago sono più che raddoppiati rispetto a un anno fa. Eppure questa volta la soluzione è dietro l’angolo, e a ben guardare non ha proprio niente di spiacevole. «Un’abbondante grigliata di gamberi risolverebbe buona parte del problema», assicura Pietro Ceccuzzi, ricercatore dell’Insubria informatissimo sul tema. Via libera quindi alle maxi retate per catturare i succulenti crostacei, perché a quanto pare, secondo gli esperti, c’è ben poco da temere per la sicurezza alimentare nonostante i pur legittimi timori della gente.Uno dei più forti deterrenti da parte di chi ha notato i grossi gamberi rossi ma non ha riempito ceste su ceste per farli finire in padella è il terrore dei metalli pesanti che renderebbero pericoloso il pur invitante fritto misto. Sul fondo del lago in effetti ce ne sono, soprattutto in alcuni punti, anche se non in quantità che superano i limiti di legge consentiti. Dunque, non arriverebbero ad essere pericolosi per la salute dell’uomo. Ma c’è un altro fattore che entra in gioco a favore dei divoratori di code di gambero. Anzi, altri due. Prima di tutto gli eventuali metalli pesanti, per essere pericolosi, devono entrare nella pancia del gambero prima che nella nostra: «Non basta che siano accumulati nell’acqua – spiega Ceccuzzi – per

essere assorbiti dal gambero. Il fenomeno si chiama bioaccumulo perché si accumulano nel grasso dell’animale attraverso l’alimentazione»; inoltre, e non è un particolare da poco, i pesci del lago che vengono tranquillamente mangiati probabilmente ne hanno in corpo ancora più dei gamberi trovandosi ad un livello più alto della catena alimentare. «Se ci sono nel gambero ce ne sono anche in tutti gli altri pesci che invece si mangiano, compreso il persico», spiega Ceccuzzi, «ma di rischi immediati per la salute non ce ne sono. Pensiamo anche al tonno o al pesce spada, che non vengono dal lago di Varese ma che capita spesso di mangiare: contengono tutti piombo, cadmio, cromo, rame. L’unica soluzione per non ingurgitare metalli pesanti o altre schifezze sarebbe stare a digiuno a vita». Il meccanismo alimentare nel lago varesino infatti parte dal fitoplancton, attraverso il quale lo zooplancton, di cui si nutrono sia gamberi che pesci, può assorbire metalli pesanti; i pesci, in particolare quelli più grossi che oltre al plancton mangiano i gamberi e i pesci più piccoli, finiscono per accumulare sia il loro che quello contenuto negli altri animali. «Ecco perché l’uomo, che è al vertice della catena alimentare, alla fine rischia di accumulare quello di tutti gli altri anelli nel momento in cui mangia il pesce. La carne di questi gamberi comunque è veramente ottima». Francesca Manfredi

s.bartolini

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