VARESE Un corteo silenzioso domenica pomeriggio ha sfilato per le vie del centro di Varese, da piazza Monte Grappa alla chiesa della Madonnina in prato, a Biumo Inferiore, per ricordare il primo anniversario dell’operazione «Piombo Fuso». Un anno fa, il 27 dicembre del 2008, Israele iniziò a bombardare la striscia di Gaza. Quando l’offensiva militare si concluse, il 18 gennaio, le vittime tra i civili palestinesi erano 1500, compresi 322 bambini.Una strage che i varesini, coordinati dal Comitato per la Palestina, hanno voluto ricordare con un corteo il cui silenzio è stato interrotto solo dai nomi dei 322 bambini uccisi da un’operazione militare che i manifestanti non vogliono chiamare guerra «perché non c’erano due eserciti a confrontarsi, ma solo bombe che cadevano indistintamente sulle
teste di persone di ogni età», come aveva spiegato Yaser Kadi, portavoce della comunità musulmana di Varese .Sciolto il corteo i manifestanti hanno raggiunto le Sale Nicolini, sempre a Biumo, per l’inaugurazione della mostra «Gaza, oblio di un massacro». Un’esposizione di foto, immagini, materiale informativo su quanto accadde l’anno scorso, sulla storia e sulle attuali condizioni dei vita della popolazione palestinese. E poi, soprattutto, l’ultima sala ospita un memoriale, realizzato da studenti, genitori e docenti delle scuole di Varese che hanno donato per ciascuno dei 322 bambini morti sotto le bombe di «Piombo fuso» un indumento, o un oggetto, che potesse rappresentare la giovane vittima. Il memoriale resterà alle Sale Nicolini sino al 6 gennaio per poi trasformarsi in una mostra itinerante.
e.romano
© riproduzione riservata













