Varese riparte dalle stazioni. «Garantiti i 18 milioni»

l progetto si piazza solo al 61esimo posto, ma i fondi ci sono con la Legge di Stabilità

Varese si piazza al 61esimo posto nella graduatoria del Bando Periferie, a cui ha concorso con il progetto di riqualificazione delle stazioni. È una vittoria o una sconfitta? La premessa è che, se la graduatoria fosse rimasta legata al finanziamento originario di 500 milioni di euro, Varese sarebbe stata esclusa. L’ex premier Matteo Renzi, però, ha deciso di portare il budget a 2,1 miliardi di euro, cosa che permetterà di finanziare tutti i progetti, questo (come previsto dalla Legge di Bilancio, comma 141), «nell’ambito del programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie della città metropolitana e dei comuni capoluogo».

Ieri, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della graduatoria dei progetti presentati ammessi, che vede Varese al 61esimo posto su 120 progetti presentati, il finanziamento diventa realtà. «La graduatoria dei progetti ammessi va letta insieme alla legge di bilancio approvata dal Governo – spiega il sindaco Davide Galimberti – in cui si conferma che il finanziamento c’è ed è realtà nonostante i tanti “uccelli del malaugurio” che speravano che Varese venisse esclusa».
A Varese, dunque, arriveranno i 18 milioni necessari per realizzare alcune opere, tra cui il collegamento tra piazzale Trieste e piazza Biroldi con una passerella pedonale, il collegamento pedonale tra le stazioni Nord e Fs, la stazione degli autobus in piazzale Kennedy e piazzale Trieste, la velostazione e il collegamento pedonale tra le stazioni e il centro cittadino.

Ma la polemica non si ferma. Sergio Ghiringhelli, ex assessore al commercio, ritiene che il risultato sia pessimo, e su Facebook scrive: «Pubblicata la graduatoria del bando periferie. Come era prevedibile, Varese ha perso il bando classificandosi al 61 posto (i progetti finanziati con l’originario stanziamento di 500 milioni di euro sono 24, ndr). Vi è anche da dire che tutti i progetti presentati dovrebbero essere successivamente

finanziati con risorse che saranno rese disponibili (forse). Resta il fatto che, dopo annunci e grida di vittoria, siamo riusciti a perdere il bando. Per un progetto mal fatto, e che ha preso pochi punti. Se poi i denari arriveranno ugualmente, non sarà per merito di Varese, ma per il solito finanziamento a pioggia, cioè premiando anche le progettualità scartate. Più lavoro di qualità e meno annunci».

L’assessore ai lavori pubblici Andrea Civati, invece, è soddisfatto: «Essere arrivati 61esimi su 120 con un progetto fatto in tre mesi mi sembra un buon risultato. Se solo avessimo avuto qualche settimana in più saremmo arrivati tra i primi. Un conto sono Bergamo e Milano che hanno presentato quello che avevano già in casa, un altro siamo noi che abbiamo proposto un progetto diverso dal passato».

Continua Civati: «i soldi ci sono perché previsti dalla legge di Stabilità, che è la legge di Bilancio dello Stato. Poi, per essere erogati, serve un decreto del presidente del Consiglio, che comunque arriverà entro il 2017. Il nostro progetto richiede un budget di 18 milioni di euro, se ci vorrà un po’ di tempo per l’erogazione meglio, così avremo più tempo per l’elaborazione. In questi giorni i progettisti sono già al lavoro per definire il miglior progetto possibile in vista del finanziamento».