VARESE Le brutte sorprese non sono finite. Dopo i rincari in centro, sui parcheggi a raso spunta l’opzione del pagamento in pausa pranzo e quello domenicale. Inedita fino a questo momento – salvo l’anomalo caso di piazza Ragazzi del ’99, dove all’ora di pranzo già si paga – la proposta di introdurre i nuovi pagamenti è stata avanzata per la prima volta all’amministrazione varesina da Avt, società al 100% del Comune che gestisce la sosta a pagamento in città. La decisione sul da farsi spetta alla giunta, come del resto sono competenza della giunta gli aumenti tariffari per chi parcheggia sulle strisce blu. Di certo, se passasse l’ipotesi di revisione delle tariffe al momento più largamente condivisa, con 1,50 euro all’ora in centro e un euro all’esterno del ring, Varese rischia di diventare tra le medie città più care per la sosta a raso. Gli aumenti, i pagamenti a orario continuato e poi quelli nei giorni festivi, saranno discussi durante il vertice di maggioranza previsto lunedì sera. La decisione sarà poi discussa e formalizzata tra la riunione di giunta di martedì mattina e quella straordinaria fissata per giovedì prossimo. Per quanto riguarda le strisce blu, i rincari potrebbero vedersi applicati in strada entro la fine di aprile.L’obiettivo della revisione tariffaria, prospettato da Avt con tariffe e relativi guadagni diversificati tra cui gli assessori devono scegliere, è proprio quello di portare a Palazzo Estense qualche soldo extra per rimediare agli oltre otto milioni di euro di mancati trasferimenti statali nel 2012. D’altra parte Avt, grazie proprio ai parcheggi cittadini, è una delle poche fonti di introito
per il Comune. Con la soluzione di modifica tariffaria più probabile, si parla di un incasso extra di circa 730 mila euro. Non si sa invece a quanto potrebbe ammontare il surplus se fosse abolita la fascia oraria gratuita dalle 12.30 alle 14.30. Sembra invece scongiurato almeno nelle intenzioni il pagamento domenicale e festivo. «Su questo punto vorrei pensarci meglio», commenta il sindaco Attilio Fontana, «se ci sono alternative preferirei evitarlo. Prima di decidere comunque ci faremo fare delle proiezioni sugli incassi». Nessun dubbio invece sull’abolizione della fascia gratuita all’ora di pranzo, per il sindaco: «Comunque decideremo tutti insieme, ma la pausa pranzo gratuita è una cosa che non esiste in molti altri posti. Si paga quasi ovunque e non vedo perché a Varese dobbiamo mantenerla». Nelle altre grandi città del Varesotto, si scopre invece che il parcheggio all’ora di pranzo è ancora gratis. A Busto Arsizio dalle 13 alle 14.30, mentre a Gallarate dalle 12.30 alle 14 o alle 14.30 in base alla zona. Guardando invece gli altri capoluoghi di medie dimensioni, a Novara e Como ad esempio il parcometro fa orario continuato. I prezzi della sosta comunque sono spesso differenziati a fasce. Nel centro di Como, dove si paga anche nei festivi, si cerca di incentivare la rotazione con la tariffa di un euro per la prima ora, che sale a due per la seconda e ogni ora successiva; a Gallarate si paga un euro all’ora in periferia e 1,30 euro nella zona centrale. A Busto Arsizio, proprio come a Varese adesso, si paga 1,20 all’ora ovunque. A Novara un euro all’ora.Francesca Manfredi
s.bartolini
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