VARESE Sono ancora stazionarie le condizioni del piccolo, originario del Bangladesh, investito venerdì mattina in via Carnia, di fronte al Magazzino dei Tabacchi Dfl dove il padre era andato per rifornire il proprio negozio. Il bambino, quattro anni, ha riportato un trauma cranico e un trauma spinale su cui non è possibile intervenire chirurgicamente. Mentre il piccolo è ancora nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Circolo, ora l’attenzione è puntata su via Carnia, arteria fondamentale per Varese, ma pericolosissima soprattutto per i pedoni.La via è l’unica alternativa a una delle arterie più trafficate e importanti della città, viale Borri. Chi la percorre spesso pigia sull’acceleratore, raggiungendo anche gli ottanta chilometri orari, soprattutto di fronte al deposito di tabacchi, che si trova al centro di un breve rettilineo nel cuore del quartiere Bustecche. «Quando passano le moto – dice Daniela Sicchiero, che abita a fianco del Magazzino – le sentiamo, ma quasi non le vediamo: vanno a velocità folle. Lo stesso è per le macchine: sembra facciano
a gara, si sorpassano. Non dico che ci aspettavamo una tragedia del genere, ma non ci stupisce. E fa ancora più rabbia, perché a rimetterci è stato un bambino così piccolo». I residenti della zona avevano chiesto all’amministrazione di mettere dei dossi, in modo da costringere gli automobilisti a rallentare, ma non è stato possibile. «Non si possono installare i dossi per via dell’ospedale: le ambulanze non possono permettersi di rallentare, perdendo secondi preziosi per salvare una vita – dice Gianluigi Lazzarini, presidente della Circoscrizione 6 – anche per i bus (in via Carnia passa la linea C, ndr) i dossi sarebbero un problema. Gli unici che si potrebbero installare sarebbero alti al massimo tre centimetri: troppo poco per essere efficaci». L’unica soluzione, secondo Lazzarini, sarebbero più controlli da parte della polizia locale: «Purtroppo gli automobilisti stanno perdendo sempre più il rispetto per i pedoni. In pochi, ad esempio, fanno veramente attenzione agli attraversamenti pedonali. L’unica soluzione è colpire dove fa più male: al portafoglio».Chiara Frangi
s.bartolini
© riproduzione riservata











