Varese, sono le leghiste il lato macho dei lumbard

Varese, sono le leghiste il lato macho dei lumbard

VARESE (f.man.) Nella stanza dei bottoni le donne ancora non ci sono, e d’altra parte lo stereotipo del leghista è ancora tutto al maschile. Ma «vai a vedere le giunte che si disfano e i sindaci licenziati, e da qualche parte ci troverai una donna leghista». Garanzia di Cristina Giudici, giornalista che scrive sul Foglio di Giuliano Ferrara e su Grazia, a Varese nelle vesti di autrice di un libro presentato ieri insieme al sindaco leghista Attilio Fontana. Oggetto d’inchiesta la componente femminile della Lega: per realizzarla ha passato due anni a stretto contatto con il movimento padano e con le dirette interessate. Risultato del lavoro è “Leghiste, pioniere di una nuova politica” (editore Marsilio), «un libro di costume politico fatto di racconti», ha spiegato l’autrice stessa che ieri lo ha presentato nella biblioteca civica di via Sacco «Chi non conosce la Lega – dice la giornalista – ha in mente uno stereotipo e resta ancora più stupito. Personalmente sono rimasta affascinata nel conoscere

queste donne che hanno tutte la propria storia e ognuna completamente diversa dalle altre». Quello che le accomuna, in definitiva, è la scelta libera di impegnarsi in politica, cosa che emerge dal libro attraverso toni divertenti, scorrevoli e mai frivoli, mettendo in evidenza anche la cronica difficoltà tutta femminile nell’affiancare l’attività politica al resto della vita. Ma quando ci riescono – lo ha garantito l’autrice – sanno farsi sentire. «Mi sono accorta che con i loro alleati hanno fatto molta più piazza pulita dei colleghi uomini. Avevano più voglia di far valere le regole che di occupare poltrone, e quello che vogliono fare sostanzialmente è un buon governo». Rischioso dirlo in tempi di Lega in maggioranza e con un sindaco leghista sulla sedia accanto che fino alla sera prima era a Roma a preparare una protesta contro la manovra del Governo. «Magari tra due anni sarete cambiati e sarete uguali ai vostri alleati. Ma adesso la differenza tra voi e gli altri la vedo».

e.marletta

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