VARESE Si è presentato con la fascia tricolore, il sindaco leghista di Varese Attilio Fontana, alla cerimonia dell’alzabandiera in apertura delle celebrazioni per l’Unità d’Italia. Nessuna bandiera o fazzoletto verde, di fronte al monumento ai caduti, dove si è assembrata una piccola folla di circa cinquecento persone con in mano bandiere tricolori.
Nel corso della cerimonia – conclusa da un applauso e alcune grida «Viva l’Italià» è risuonato l’inno di Mameli. Il sindaco Fontana, che lunedì 21 marzo accoglierà in città il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, era l’unico esponente della Lega presente all’alzabandiera. Poi è tornato nel suo ufficio in Comune, al lavoro.
Intanto un tricolore è spuntato anche sul balcone della sede della Lega di piazza Podestà. Avvisati della presenza della bandiera italiana, alcuni leghisti sono arrivati nella sede del partito poco dopo mezzogiorno e hanno subito tolto il tricolore che era stato issato con un’asta alla ringhiera del balcone. «È stata evidentemente una goliardata nei confronti della Lega», ha detto il segretario cittadino Carlo Piatti, in una conferenza stampa improvvisata.
A quanto pare, qualcuno nella notte ha raggiunto probabilmente con una scala il balcone (che affaccia su un’area pedonale), ha arrotolato e abbandonato sul pavimento le tre grosse bandiere leghiste da sempre presenti e hanno così issato il tricolore, accanto a cui sono rimasti gli altri stemmi padani legati alla ringhiera.
Lo sostituzione del tricolore è stata osservata con curiosità dalla piazza, una donna ha anche urlato un isolato «vergogna», cui i quattro esponenti del Carroccio non hanno replicato. «La Lega non è contraria all’unità d’Italia, ha proposto solo una riflessione sui modi con cui è stata fatta – ha aggiunto il segretario cittadino Piatti -. Abbiamo anche organizzato dei convegni. Questa di oggi è sicuramente una goliardata, non sporgeremo nemmeno denuncia, però è grave che si dica che la Lega non rispetta le idee degli altri e poi ci si comporti in questo modo…»
e.marletta
© riproduzione riservata













