Varese, spunta un muro Il Corso tagliato a metà

Varese, spunta un muro Il Corso tagliato a metà

VARESE Giovedì scorso, dopo due giorni di lavoro, è stato alzato un “muro” che divide in due corso Matteotti. Si tratta della recinzione in compensato del cantiere privato che si trova all’altezza del civico 64. Un ingombro che, stando a quanto scritto sulla cartellonistica, dovrebbe rimanere fino al mese di novembre. I pedoni possono spostarsi da piazza Carducci a Corso Matteotti passando sotto il portico, attraverso quello che è già stato definito «un tunnel». La dimensione della barriera, che sembra un muro vero e proprio, ha spaventato i commercianti. La città infatti appare divisa in due parti, con le conseguenti ricadute negative sullo lo shopping. Preoccupato Manuel Pezzoli, direttore di Bianchi Varese, l’enoteca-profumeria-alimentari aperta dal 1909. «Abbiamo interpellato le associazioni di categoria Confcommercio e Confersercenti. Già c’è scarsità di clienti, con questa palizzata noi abbiamo finito di vivere. Mi chiedo se siano previsti dei rimborsi per i commercianti. Si tratta di una barriera architettonica nell’unica via pedonale che abbiamo a Varese». Anche Graziella Roncati Pomi, di “Riflessi”, vorrebbe fare qualche cosa: «Mi sembra assurdo che chiudano corso Matteotti ad eccezione dei portici. Le strade e le abitazioni qui intorno sono state oggetto di numerosi interventi di restauro, ma non ho mai visto una cosa di questo tipo. Capisco le esigenze di chi deve svolgere i lavori, ma la barriera rimarrà fino a novembre e mi sembra davvero tanto tempo».

I commercianti si stanno informando per vedere se era proprio necessario chiudere tutto il corso o se sia possibile aprire un passaggio largo un metro e mezzo, in modo che il corso non dia l’impressione di essere totalmente sbarrato.Ci sono anche problemi di sporcizia e sicurezza. «Il tunnel è buio e si presta a bivacchi» dice Maurizio Dansi della libreria Dansi, il negozio che si affaccia sul corso nell’unico spazio dove passano i pedoni. «Ho fatto un esposto in comune per far presente che giovedì notte – la prima da quando è stato installato il cantiere – qualcuno ha già disegnato dei graffiti sulla serranda del mio negozio. Lo spazio è buio e lì è possibile che qualche malvivente riesca ad agire indisturbato. Nella zona si crea sporcizia e in estate ci sarà anche puzza. Mi domando perché non si è provato a trovare un’altra soluzione». «Per norma di legge il comune ha l’obbligo di rilasciare l’autorizzazione per l’apertura dei cantieri» spiega Salvatore Giordano, assessore al commercio. «La recinzione del cantiere non è bella da vedere, ma dal punto di vista commerciale non credo ci saranno ricadute. Il problema interessa anche il mercatino: si interrompe la continuità e abbiamo dovuto spostare uno stallo. Capisco che i commercianti si lamentino, ma il centro è di tutti». Pare che l’intervento in questione sia il rifacimento della facciata di una palazzina.Adriana Morlacchi

e.marletta

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