Varese, spunta un pianoper salvare le scuole

Varese, spunta un pianoper salvare le scuole

VARESE Mentre continuano le manifestazioni di protesta per salvare la scuola elementare Foscolo di Bosto dalla chiusura minacciata da Palazzo Estense, proprio in Comune spunta un’alternativa targata Lega al piano di razionalizzazione degli edifici scolastici cittadini avanzato dall’assessore ai servizi educativi Patrizia Tomassini (Pdl): per salvare le quattro elementari a rischio (oltre alla Foscolo anche la Mameli della Rasa, la De Amicis di Valle Olona e la Cairoli di Biumo) si propone di sacrificare un unico plesso del centro città, quello di via Rainoldi, in cui sono ospitate la elementare Mazzini e la media Righi. Un edificio bisognoso di un tanto massiccio quanto costoso intervento di ristrutturazione.

«BOSTO SI RIBELLA»
«Bosto si ribella, lasciateci la scuola», si legge da ieri mattina su uno striscione comparso in viale Europa, di fronte all’edicola. Poco più avanti, e sempre ben visibile dalla strada, un altro lenzuolo con scritto «Sindaco Fontana, la scuola deve vivere». Lo stesso appello che sventola già da qualche giorno dalle finestre della Foscolo e dove ieri è comparso un nuovo messaggio: «Expo 2015: Varese città dei bambini – Non chiudeteci la scuola». Sotto questi striscioni il porticato dove le mamme e i papà dei piccoli alunni della Foscolo si riunisco ogni giorno, all’entrata e all’uscita da scuola, per organizzare le prossime mosse di una protesta che è già riuscita a compattare e a coinvolgere l’intero quartiere. E intanto a Palazzo qualcosa inizia a muoversi.

CONTROPROPOSTALa controproposta arriva dall’assessore ai lavori pubblici Gladiseo Zagatto e anche se non è stata ancora formalizzata in un documento scritto, sembra incontrare il sostegno generale del Carroccio. In pratica si tratta comunque di chiudere comunque delle, ma solo due invece che quattro, e con un risparmio complessivo nettamente superiore per le casse di Palazzo Estense. Il nodo della faccenda infatti è prettamente economico. Le scuole elementari di Varese, così per come sono state pensate, una per ogni castellanza, costano troppo. Sia per le casse del Comune, sia rispetto ai nuovi criteri dettati dalla  riforma Gelmini che punta a una sostanziale «razionalizzazione» delle sedi scolastiche a partire da settembre 2010. E proprio sull’applicazione di questi criteri si basa il «piano scuole» proposto dell’assessore Tomassini (e già approvato dalla giunta con l’astensione della Lega), di chiudere i quattro plessi con meno alunni, quelli che per l’anno scolastico in corso non sono riusciti ad attivare nemmeno una classe prima a causa di un numero troppo basso di iscrizioni. Di

qui le proteste e, dopo l’apertura del segretario cittadino della Lega Fabio Binelli che ieri ha dichiarato la sua disponibilità a rivedere quel piano, oggi arriva la controproposta dell’assessore Zagatto: «Il Comune risparmierebbe più soldi chiudendo due scuole diverse, la Mazzini e la Righi, entrambe ospitate dal plesso di via Rainoldi che ha bisogno di lavori di ristrutturazione e messa a norma per circa 4 milioni di euro. Soldi che il Comune non ha», spiega l’assessore Zagatto. E le sue parole trovano subito una sponda nel consiglio provinciale di Villa Recalcati, dove è il giovane Marco Pinti, anche lui leghista, a prendere posizione: «Se il Comune rinuncia al plesso di via Rainoldi, la Provincia potrebbe farsene carico, pagarne la ristrutturazione e destinare poi la struttura a una delle scuole superiori di Varese in modo da sgravare l’affollatissimo polo di via XXV Aprile», afferma. «ho già accennato l’idea all’assessore competente Gianfranco Bottini – aggiunge – il quale mi ha assicurato la sua disponibilità a lavorare in questa direzione».Lidia Romeo

e.marletta

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