Pronti per un viaggio che unisce futuro e passato? Venerdì prossimo, a partire dalle 9, nell’aula magna Granero Porati dell’università dell’Insubria, si svolgerà la terza edizione del convegno «idea assurda per un filmaker» dedicato al regista varesino Gianfranco Brebbia. Quest’anno il tema esplora il rapporto tra la città di Varese e l’autore, non a caso il sottotitolo del convegno è “Varese, The imagined city”.
L’evento è promosso dall’università dell’Insubria, in collaborazione con il Centro internazionale “Gianfranco Brebbia” per la ricerca e lo studio del cinema sperimentale, Regione Lombardia, il Comune e la Provincia di Varese, con il patrocinio della Fondazione Cineteca Italiana. All’inizio del convegno sarà proiettato “Anno 2000”, film realizzato nel 1969 da Brebbia e depositato nell’archivio storico della Fondazione Cineteca Italiana di Milano. A commentarlo sarà Mauro Gervasini, docente di linguaggi audiovisivi dell’università dell’Insubria.
«Il senso di appartenenza di Brebbia al proprio territorio è forte in tutti i suoi film e nelle sue fotografie. Il lago di Varese e il Sacro Monte sono stati i panorami che più amava e i protagonisti di molti film e fotografie: Brebbia per tutta la vita è stato alla ricerca di immagini fotografiche o cinematografiche che ritraessero le bellezze naturali di Varese» spiega la figlia del regista, Giovanna Brebbia, direttore del Centro di Ricerca “Gianfranco Brebbia”. «In Anno 2000 – continua – immaginò Varese alla nostra epoca. La volle immaginare in un’atmosfera di guerra,
forse di distruzione, una distruzione già iniziata nei primi anni sessanta con l’arrivo del boom edilizio che già aveva abbattuto palazzi storici di Varese. Brebbia ne fu colpito proprio perché amava la sua città così come l’aveva vista da bambino, poi da ragazzo, ammaliato dalle case di corte di via Garibaldi, a Biumo Inferiore, dove lui abitò. In Anno 2000 ritroviamo giovani varesini nel centro della città, in particolare in piazza del Podestà. Brebbia, soffermandosi a lungo su questi ragazzi, immaginava il loro il futuro ovvero come sarebbe stato il nostro presente. Un film forse premonitore».
Il Convegno rappresenta anche l’occasione per richiamare in città grandi personaggi del cinema come Bruno di Marino, esperto di cinema sperimentale, Martina Parenti e Massimo D’Anolfi, registi di Spira Mirabilis, film in gara alla 73° Edizione del Festival di Venezia, e vincitore del Green Drop Award. Natan Sinigaglia, artista visuale conosciuto in tutto il mondo, realizzerà una performance.
Tra i fondatori della Cooperativa di Cinema Indipendente degli anni 60, a cui Brebbia era legato, saranno presenti Massimo Bacigalupo, oggi professore ordinario di letteratura e cultura anglo-americana dell’università degli studi di Genova, e il regista torinese Tonino De Bernardi. La seconda parte della giornata sarà dedicata al premio “Gianfranco Brebbia”, che quest’anno si fa in tre. Rivolto agli studenti di scienze della comunicazione dell’università degli studi dell’Insubria, si arricchisce del Premio alla Carriera che sarà conferito da Pedro Armocida, direttore di Pesaro Film Festival, ad Adriano Aprà, studioso, scrittore e critico cinematografico di grande fama.
Altra novità è il premio Gianfranco Brebbia Prospettive sul tema «La città immaginata» aperto a tutti e suddiviso in due sezioni: Junior (fino a 18 anni di età), e Senior (oltre i 18 anni).













