VARESE Aumenti dei biglietti, meno autobus e meno treni. È il quadro del trasporto pubblico locale che si prospetta in provincia di Varese dal 1 gennaio 2011 alla luce dei tagli da 314 milioni in Lombardia – pari al 37% in meno di contributi pubblici – imposti dalla manovra economica. È emerso dal Tavolo convocato venerdì a Milano dalla Regione con i rappresentanti di province e comuni, delle principali aziende di trasporto, di sindacati, associazioni di consumatori e pendolari.«Faremo di tutto affinché i tagli al trasporto pubblico, che non condividiamo, siano mitigati – dice l’assessore alle infrastrutture e mobilità della Regione, Raffaele Cattaneo – La pressione sul Governo non verrà meno. Che ci saranno ripercussioni, però, è evidente a tutti: non possiamo nasconderlo e certo non possiamo affrontarle con qualche aggiustamento improvvisato». L’incontro al Pirellone è stato l’avvio di un percorso di confronto con i soggetti interessati, ma bisogna capire bene i numeri in gioco: «Oggi possiamo solo dire che al massimo i tagli arriveranno a 314 milioni di euro ma è mia ferma intenzione fare di tutto perché si riducano anche nel confronto con la giunta e il consiglio regionale» ha precisato Cattaneo, illustrando già le linee di intervento decise: «Razionalizzazione dei servizi, adeguamento delle tariffe ed efficientamento delle aziende. Molto probabilmente bisognerà attuarle facendo un mix adeguato. Il nostro sistema, soprattutto confrontandolo con le altre realtà europee, qualche margine lo
permette».Ma quali aumenti si prospettano? Lo rivela il consigliere regionale del Pd, Stefano Tosi: «Le ipotesi di aumento presentate al tavolo, a seconda delle prospettive dei tagli che dipendono dalla trattativa con il Governo, vanno dal 10 al 30%. Intanto, però, gli annunciati miglioramenti di puntualità, affidabilità e qualità dei servizi non ci sono, anche perché alcuni enti locali non hanno presentato i loro dati. In pratica, se negli anni scorsi ci veniva almeno presentato un aumento di tariffe a fronte di investimenti, oggi si parla di biglietti più cari per un peggioramento del servizio. Francamente, è inaccettabile. Poi però Cattaneo parla anche di razionalizzazione necessaria. E allora viene da chiedersi: non poteva realizzarla prima?».La Regione per il momento ha bloccato l’aumento annuale Istat previsto ad agosto del 2,39% (in previsione di possibili incrementi più cospicui), che invece l’Anav Lombardia chiede di sbloccare subito, evidenziando una «situazione molto difficile» per le società private di trasporto. E il Pirellone studia come coniugare incrementi tariffari con agevolazioni: «Dovremo anche ragionare su un mix di politiche per aumentare i ricavi del sistema – ha precisato Cattaneo – non solo adeguamenti delle tariffe ma anche proposte innovative dalle aziende di trasporto. Ho riscontrato da più parti la disponibilità a ragionare sulle tariffe purché gli incrementi siano accompagnati da misure come l’integrazione tariffaria e politiche commerciali che sostengano l’uso del Tpl, per esempio il quoziente familiare».Piero Orlando
s.bartolini
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