Varese, un atto di fede per vivere

Estate di passione per il Varese e i suoi tifosi. Il 15 luglio scadrà il termine per mettersi in regola con gli adempimenti burocratici e finanziari legati all’iscrizione alla serie B: dieci giorni che valgono una vita, un sogno e un patrimonio da rinnovare ogni volta, perché se ti chiami Varese niente è mai scontato.

Ma il termometro del paziente darà un primo esito in anticipo rispetto alla scadenza formale. Perché il giorno 11 partirà la campagna abbonamenti, che mai come stavolta interpella in maniera decisiva la città. Si tratta quasi di un referendum sulla sopravvivenza del Varese: vuoi tu, tifoso biancorosso, continuare l’avventura in serie B?

Di più: si tratta di un’interrogazione come quelle dell’antico catechismo, per vedere se ci credi davvero. Perché abbonarsi a una squadra che al momento non sa se si iscriverà al campionato equivale a una professione di fede. Ed è uno dei segnali di cui patron Laurenza e la società hanno bisogno mentre ricompongono i tasselli del mosaico.

Il Varese di Bettinelli comincia da qui: non dalla campagna acquisti, non dalle scelte tecniche che verranno, perché la partita cruciale, stavolta, si gioca anzitutto fuori dal campo.

Tutti devono fare la loro parte, e la faremo anche noi. Come? Dando il giusto merito a chi sottoscriverà l’assegno in bianco della tessera per la prossima stagione tra l’11 e il 15 luglio. Il modo concreto lo stiamo studiando: di sicuro metteremo in vetrina i primi abbonati della nuova stagione, per esempio pubblicandone le foto sul giornale dell’indomani. Il tributo minimo a quelli che ci credono a prescindere. Poi, in questo frattempo penseremo ad altre vie per gratificare i tifosi veri.

È proprio in questa fase di transizione, in cui si sa poco della squadra che sarà affidata a Stefano Bettinelli e niente dei prezzi degli abbonamenti che saranno proposti dalla prossima settimana, che si decide la sorte della creatura biancorossa. Chi in questo momento non alza la mano per dire «io ci sono» contribuisce a mettere a repentaglio il futuro.

Il Varese non è l’unica squadra a rischio: eppure molte altre situazioni, anche più serie, stanno passando sottotraccia anche sui media. Per esempio il Siena, che da tempo ha grossi problemi finanziari e anche nel prossimo campionato – se si iscriverà – avrà una robusta penalizzazione. O il Brescia, nelle more di un passaggio di proprietà (da Corioni a un fondo asiatico) che lascia scoperti ingenti debiti: se ce la fa può partire da -3, come il Varese.

Mica tutti hanno la fortuna del Bologna, che ha trovato l’appoggio bancario per attutire il doppio colpo conti in rosso-retrocessione (ma partirà da -1 per vecchie pendenze). O del Bari, passato ai russi rappresentati da Paparesta.

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