Varese, un’estate di tagli E l’Insubria perde corsi

Varese, un’estate di tagli E l’Insubria perde corsi

VARESE Cinque corsi di laurea in meno per l’università dell’Insubria. L’ateneo varesino, che ha appena aperto le immatricolazioni (proseguiranno fino al 30 settembre), si affaccia all’anno accademico 2010/2011 con un’offerta formativa ridotta.A subire i tagli più pesanti sarà la facoltà di scienze, che partirà con tre corsi in meno: analisi e gestione delle risorse naturali, biologia sanitaria e biotecnologie saranno accorpati nell’unico corso di laurea in “scienze e tecnologie biologiche”. Partiranno regolari, invece, i corsi in informatica, ingegneria per la sicurezza del lavoro e dell’ambiente e scienze della comunicazione, che quest’anno approderà anche sulle rive del Lario. La facoltà di giurisprudenza partirà con lo stesso numero di corsi (giurisprudenza, scienze del turismo e scienze della mediazione interlinguistica e interculturale), ma le lezioni saranno seminate tra Varese e Como. Mentre la facoltà di economia perderà due corsi di laurea: economia e commercio ed economia e amministrazione delle imprese che saranno accorpate in un unico corso di laurea (economia e management). Lo stesso corso rischia anche di saltare nelle sedi di Como. «Le iscrizioni – recita l’ultima nota dei vertici dell’Insubria – sono accettate sotto condizione della necessaria verifica dei requisiti di docenza minima». I docenti

di ruolo attualmente in organico non bastano e chi s’iscrive non ha, quindi, la certezza che il corso, a settembre, sia attivato. L’unica facoltà che, invece, non subirà decurtazioni e che rimane il fiore all’occhiello dell’ateneo, è medicina e chirurgia che rinnova tutta l’offerta formativa con i tre corsi di laurea in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e scienze motorie, rigorosamente ad accesso programmato. Insomma, l’Università dell’Insubria apre ufficialmente la fase delle immatricolazioni, ma le perplessità sull’offerta formativa sono tante e rischiano di pesare come un macigno sull’immagine dell’ateneo. A tre giorni dall’apertura delle iscrizioni gli studenti agli sportelli non sono stati molti, ma è ancora presto per fare un bilancio. L’esperienza insegna che il grosso delle immatricolazioni avviene a settembre. «C’è chi è in vacanza o ancora indeciso sulla facoltà da scegliere – fanno sapere dall’ateneo – per cui è prematuro fare un paragone con gli anni precedenti e il dato non sarebbe comunque indicativo». Di certo c’è il rischio di una partenza in ritardo dell’anno accademico, complici le proteste di ricercatori e docenti (annunciate in tutta Italia) contro la riforma Gelmini e i tagli previsti dalla manovra finanziaria. Valentina Fumagalli

s.bartolini

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