VARESE Il Varese non batte il Pescara dal 6 maggio 1984: 2-0 con doppietta di Spillo Auteri. Sono passati quasi 27 anni e sabato si giocherà davanti ai 10.000 spettatori più caldi del campionato. Può esserci una sfida più grande per i biancorossi? Forse sì, e qualcuno l’ha trovata.Qual è la sfida, Luca Sogliano?Il Varese mancava in B da venticinque anni ed è davanti a un’impresa ancora più grande: conquistando dieci punti, sarà qui anche l’anno prossimo.Cosa rappresenterebbe?Tutta la nostra vita.Perchè?Non abbiamo strutture né campi: i ragazzi delle giovanili vagano per tutta la provincia e molti si allenano sulla terra dell’antistadio. La prima squadra deve stare attenta a sfiorare solo in rare occasioni il terreno del Franco Ossola. In questa situazione, restare in B è vitale per la nostra società.Quindi?Salvarci è un grandissimo impegno, rappresenta un onore e la gioia migliore. Voglio una squadra e un pubblico feroci per andarci a prendere questa storica salvezza.E dopo?Metteremo la faccia e le gambe per qualcosa in più.Tre vittorie e un pareggio per scrivere un’altra storia: come ottenerle?Con l’entusiasmo dell’ambiente, marciando compatti. Ogni persona che ama il Varese farebbe carte false per vivere queste emozioni e queste giornate anche tra un anno. Gli ottomila di Masnago col Torino o i quattromilaecinquecento visti con l’Albinoleffe sono il colpo di mercato che non ha prezzo. Dimostrano che squadra e tifosi non si addormentano o non si abituano alla bellezza e alla durezza della B, vivendola con la stessa voglia e la passione della prima volta.Qual è la forza da cui pescare nei prossimi mesi?Ricordiamoci quanta cacca abbiamo magiato per venticinque anni. Questa è la marcia in più. L’ambiente in questa lunga volata farà
la differenza. Ogni partita che giochiamo vale come l’esordio a Torino, non esiste una vittoria meno bella dell’altra.Nemmeno quella con l’Albinoleffe?Quando non riesci a giocare bene e non sei brillante ma fai tre gol senza arrivare a vincere al novantesimo, è un buon segnale.Perché?Perché abbiamo la capacità di fare risultato con armi che vanno oltre il bel gioco.Quali?Corriamo, sudiamo e moriamo sul campo al di là di come giochiamo. L’Albinoleffe e alcune trasferte come Udine, Grosseto e Ascoli dimostrano che noi sappiamo fare una partita sporca e lottare, allungando anche le mani nel tombino.Il primo tempo contro i bergamaschi è stato forse quello giocato meno bene a Masnago.No: ce n’è un altro.Contro chi?Pescara: sabato la squadra di Fortunato ci ha messo in difficoltà tenendo tutti gli uomini dietro la linea della palla, ma gli abruzzesi ci avevano messo sotto con la manovra. In più entriamo in un ambiente bollente ed entusiasta. È come se ci trovassimo in un altro Franco Ossola, ma nemico. Entriamo da Varese o non ne usciamo.Un parere sull’espulsione di Dos Santos.Fallo ingenuo dovuto alla stanchezza ma a un giocatore come lui non puoi mai levare la cattiveria e l’aggressività perchè sono le sue caratteristiche migliori. Io non cambio Dos Santos con nessun altro.E i nuovi?Concas si è inserito alla grande perché arriva da anni di polvere e gavetta in C: ha il nostro stesso dna. Per Alemao o Pinto questa è una realtà completamente nuova, soprattutto come chimica di squadra. E poi giocano poco o non giocano da mesi, ci vuole pazienza. Bisogna aiutarli a soffrire e aspettarli.E Correa?Lui è un giocatore che sa già la cosa giusta da fare e come farla.Andrea Confalonieri
f.artina
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