VARESE La domanda è: fu vera violenza oppure si trattò di un rapporto consensuale, che poi però venne rinnegato dalla sedicente vittima? Lo dovrà stabilire il collegio giudicante presieduto da Anna Azzena, che ieri mattina ha aperto il processo a carico di un 22enne di Induno Olona, con ambizioni da modello, che avrebbe molestato sessualmente una 19enne di origine francese.I due si sarebbero conosciuti nell’ambito della Scuola europea (del tutto estranea ai fatti) e avrebbero iniziato a frequentarsi. Una storia come tante, a quell’età. Il fatto contestato sarebbe accaduto il 19 settembre 2008, quando lei aveva 16 anni mentre lui era da poco maggiorenne. Invitata a casa del ragazzo, l’adolescente sarebbe stata pesantemente palpata e quindi costretta a suon di botte a subire un rapporto orale. Il giovane, prendendola per i capelli, l’avrebbe minacciata poi di morte se avesse raccontato l’accaduto a chicchessia.Secondo l’accusa, l’aspirante modello sarebbe andato addirittura oltre, costringendo la ragazza a consegnargli a più riprese soldi (circa 550 euro) e oggetti di valore:
un braccialetto d’oro, un paio di orecchini di perle, tre carnet di assegni e le fotocopie delle carte di credito dei genitori della sua vittima.Secondo la pubblica accusa, che ieri in aula era rappresentata dal pubblico ministero Tiziano Masini, in seguito della violenza la ragazzina sarebbe caduta in un profondo stato di prostrazione che l’avrebbe indotta persino a tentare il suicidio.La giovane sarebbe poi anche finita nel mirino di alcune compagne di classe che, dopo aver saputo del rapporto sessuale, l’avrebbero fatta oggetto di vessazioni e di episodi di vero e proprio bullismo. Fino alla denuncia ai carabinieri, avvenuta il 10 novembre 2008: quasi due mesi dopo la presunta aggressione.Per la difesa, rappresentata dall’avvocato Corrado Viazzo, i fatti e le circostanze sono ben diversi da quelle ricostruiti dalla ragazza. Non solo il rapporto sarebbe stato consenziente, ma esisterebbero numerose prove (tra cui diversi messaggi sms) che dimostrano come la ragazzina avesse continuato a nutrire sentimenti di amore nei confronti del modello anche dopo la presunta violenza.
Enrico Romanò
f.iagrossi
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