VARESE Non è solo un scontro di potere: maroniani e bossiani sembrano infatti sognare anche un partito diverso. In particolare i primi chiedono un’organizzazione interna che sia effettivamente federalista. Ovvero, varesini padroni a casa loro. Se finora la lotta interna ha riguardato da un lato gli scontri personali e dall’altro la cosiddetta questione morale, oggi da Varese viene fatto un passo in avanti, ideologico e concettuale, per arrivare alla nuova Lega.Nei giorni scorsi la sezione varesina del Carroccio, in occasione della propria riunione settimanale, aveva infatti discusso i temi che i delegati, a nome dei militanti, dovranno portare al congresso nazionale della Lega Lombarda in programma dal primo al 3 giugno.«Essenzialmente è emersa la volontà dei militanti di attuare un’organizzazione maggiormente federalista al nostro interno – dice il segretario di sezione, Marco Pinti – Un partito che lotta per l’autonomia locale deve avere infatti un processo decisionale e politico che provenga maggiormente dal basso, e non sia calato dall’alto».Insomma, una forte critica a quella che sostanzialmente è sempre stata la prassi della Lega. Nonostante sia il partito che per la prima volta ha introdotto il tema del federalismo sulla scena politica italiana, per poi passare, a
fasi alterne, a scelta radicali come l’indipendenza della Padania o, dalla parte opposta, a progetti più blandi come la devolution, il Carroccio ha sempre difettato di democrazia interna. Un problema emerso chiaramente con l’ultimo congresso provinciale. Ma che affonda le proprie radici più lontano nel tempo. Basti pensare che a Varese la scelta del Carroccio di allearsi con il resto del centrodestra, almeno nelle ultime due tornate, è stata presa dai vertici federali del partito, bypassando tranquillamente non solo il livello cittadino, ma anche quello provinciale e nazionale.Adesso, con la caduta del cerchio magico prima e di Umberto Bossi dopo, nel caso insista a candidarsi, la Lega, proprio da Varese, fa partire la sua rifondazione. Verso la quale un altro elemento, sempre emerso dal dibattito in sezione, riguarda il privilegiare la corsa solitaria. «Abbiamo chiaramente constatato – dichiara Pinti – una sorta di allergia verso qualunque tipo di alleanza politica. Diciamo che il cammino che i militanti vogliono fare è quello di una Lega forte e libera, non più vincolata ad un’alleanza che spesso tarpa le ali ai nostri valori». Un’accusa implicita, quindi, che sia proprio la Lega bossiana quella a voler rimanere più ancora al Pdl.
s.bartolini
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