Varesini in marcia contro il posteggio

Varesini in marcia contro il posteggio

Sono stati più di cento i “Cittadini in Cammino” che ieri hanno percorso la strada da Fogliaro al Curvone per dire no al parcheggio alla Prima Cappella. Tra loro i militanti artefici della protesta. Primo tra tutti on il cartello con scritto «Giù i man». «Ha portato bene contro il parcheggio di villa Augusta – dice – Quindi l’ho riproposto anche qui».

compiva 67 anni e, emozionato, ha fatto un discorso sul tipo di azione civica in corso, definendola «partecipata, informata, propositiva e insieme critica». Il suo intervento filosofico è stato intercalato da altri più “di pancia”, come quello di che ha detto che il compito dei comitati è quello di mettere un po’ di «pepe al c…» all’amministrazione.

E poi, ancora,, anima della mobilitazione, che commenta: «Non immaginavo così tanta partecipazione con questo tempaccio. E’ un risultato grandissimo».

Originale il discorso di che ha tracciato qualche ipotesi di progettualità alternativa, dimostrando come il Sacro Monte potrebbe essere riqualificato con un albergo diffuso e mobilità dolce. C’erano anch, vittima della legge Fornero. E, il paladino dell’arredo urbano.

«Il Sacro Monte va raggiunto “pedibus calcantibus” – fa eco, studentessa del liceo classico negli anni ’70 – Il Sacro Monte è un bene che va tutelato».

E via dicendo tra cartelli enormi creati con gli scatoloni di cartone. Ipotesi alternative, come quella di creare il parcheggio in viale Aguggiari, al civico 174, al posto del cantiere mai concluso. Pannelli con le foto del Sacro Monte. Fogli A4 con lo slogan della giornata: «Sono solo una goccia, ma tante gocce diventano un mare».

Tutti i cartelli sono stati appesi alla staccionata che delimita il terreno dove è prevista la realizzazione del parcheggio. Lì di fronte è stato poi messo a dimora un cipresseto, albero simbolo della mobilitazione.

Successivamente le persone hanno preso spontaneamente la parola. , residente alla prima cappella, ha sottolineato lo stato di degrado in cui versa il prato dopo che è stato cintato dal comune. Elemento di novità, il lago di Varese. «Lì ne vedremo delle belle – ha detto – Il problema è eterno, ma la città ci chiede di interessarcene».

Sul tema del lago si è poi dilungato anche Daniele Zanzi: «Già nel 1978, a 25 anni, me ne ero preoccupato. In quell’anno il professor Furia andò a prendere un catino di acqua putrescente dal lago e provocatoriamente lo versò nella fontana di piazza Monte Grappa. Cosa che diede un risveglio alla città. Poi ci fu un convegno di VareseEcologia, associazione che poi scomparve e che comprendeva ex magistrati, da cui partì la costruzione dei depuratori. Per il lago di Varese non si può incolpare il comune, ma occorre vigilare per capire come si intende affrontare il problema. Il Consorzio dimostra limiti e pecche, dal momento che ciclicamente emergono le alghe nel lago. All’interno del comitato 2.0 abbiamo professionisti che possono guardare dentro alla questione. Vedremo se partecipare alla commissione del 20 ottobre per capire come si sta muovendo l’amministrazione, anche se sul lago è marginalmente esposta». Per quanto riguarda il parcheggio sul Curvone, la prossima iniziativa di protesta si svolgerà già giovedì, fuori dal consiglio comunale, quando verranno lette tutte le 7 mila firme delle persone che hanno firmato per dire no all’opera. Il primo nome che verrà letto sarà quello del cestista. Verrà mandata la documentazione del parcheggio anche alla Corte dei Conti, per capire se si tratta di un investimento corretto.

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google