Varesini, occhio ai confini La carta in proroga non vale

Varesini, occhio ai confini La carta in proroga non vale

VARESE (a.morl) Pensavano di avere i documenti in regola, e invece sono stati fermati alla dogana. E questo perché, in alcuni Paesi tra cui la Svizzera, non viene riconosciuta la proroga cartacea della carta d’identità elettronica. «Com’è noto, l’art.31 del d.l. n.112/2008 ha fissato in dieci anni la validità della carta d’identità, estendendo tale durata alle carte d’identità in corso di validità alla data di entrata in vigore del decreto legge – spiega Fabrizio Mirabelli, consigliere comunale del Pd – In attuazione a tale disposizione, il ministero dell’Interno, con circolari n.8 e n.12 del 2008, ha provveduto a diramare istruzioni ai comuni sulle modalità di proroga».Si tratta di apporre un timbro sul retro del documento cartaceo. Per le carte d’identità elettroniche, invece, viene consegnato un documento attestante la nuova scadenza stabilita per effetto della legge. «Tale provvedimento è stato pubblicizzato dal governo di centrodestra come una grande conquista nella direzione della semplificazione amministrativa – continua Mirabelli – Nei mesi seguenti, tuttavia, è emerso un inconveniente. E ancora oggi alcuni Paesi esteri non riconoscono validità alla

proroga della carta d’identità fatta con le modalità stabilite dal governo italiano, a volte semplicemente perché il testo è esclusivamente in italiano. Di conseguenza i documenti non sono utilizzabili per espatriare»I Paesi in questione sono Bulgaria, Egitto, Islanda, Guadalupa, Macedonia, Romania, Svizzera, Tunisia, Turchia, Norvegia, Croazia e Bosnia Erzegovina. All’elenco potrebbero aggiungersi anche la Lituania e la Svezia. «Questa incredibile situazione ha già originato, per mancanza di informazione, antipatici respingimenti che hanno fatto perdere soldi e tempo alle persone coinvolte senza colpa – dice Mirabelli – Solo quest’anno il ministero dell’Interno ha creduto opportuno correre ai ripari emettendo una circolare (n.23 del 23 luglio 2010) per sollecitare e regolare l’emissione di nuove carte d’identità in sostituzione di quelle prorogate e inutilizzabili per l’espatrio. I cittadini interessati, dunque, dovrebbero richiedere all’ufficio comunale competente una nuova carta d’identità previo ritiro di quella in possesso e pagando il servizio. Ma quanti sono a conoscenza di questa possibilità? Per quanto mi riguarda, sarebbe davvero vergognoso se gli italiani dovessero apprendere questa novità dalle guardie di frontiera della Confederazione».

s.bartolini

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