Il ciclismo varesotto torna a pedalare forte. La prima parte del 2026 consegna segnali incoraggianti: cresce il numero dei professionisti, aumentano le presenze nelle squadre di vertice e arrivano anche i primi risultati, con la vittoria di Christian Bagatin in Turchia come simbolo di un movimento in ripresa.
Turconi al via del Giro d’Italia
A certificare il buon momento è la convocazione del bustocco Filippo Turconi per il Giro d’Italia, al via l’8 maggio da Nessebar, in Bulgaria.
Per il giovane corridore – 20 anni, cresciuto nella Bustese Olonia – si tratta dell’esordio assoluto nella corsa rosa, che affronterà con la maglia della Bardiani CSF Faizanè, formazione storica guidata dalla famiglia Reverberi.
Un traguardo atteso, costruito passo dopo passo grazie a un percorso in continua crescita.
Un talento di famiglia
Turconi arriva da una famiglia profondamente legata al ciclismo: la madre Moira Tarraran partecipò al Giro femminile, mentre lo zio è Stefano Zanini, uno dei nomi più noti del panorama italiano.
Dopo i successi nelle categorie giovanili – tra cui Trofeo Piva e Medio Brenta – il varesino si è messo in evidenza anche tra i professionisti, distinguendosi per capacità di andare in fuga e per il lavoro al servizio della squadra.
Ruolo da protagonista nelle fughe
Al Giro, il compito principale sarà quello di inserirsi nelle azioni da lontano, cercando visibilità e – perché no – una giornata di gloria.
La Bardiani si presenta con una squadra giovane e dinamica: tra gli uomini più attesi il campione cileno Rojas e Marcellusi per le tappe, con Zanoncello riferimento per le volate. Turconi, insieme ad altri compagni, avrà libertà di attaccare.
Gli altri varesotti: tra assenze e crescita
Non saranno al via altri nomi attesi come Alessandro Covi e lo stesso Bagatin, mentre i giovani fratelli Bessega proseguono il loro percorso di crescita nella Polti VisitMalta.
La squadra diretta da Ivan Basso punterà su un mix di esperienza e nuove energie, con esordienti interessanti e corridori già affermati come Mirco Maestri e Giovanni Lonardi.
Il quadro complessivo è chiaro: il ciclismo varesotto sta ritrovando profondità e prospettiva. I risultati iniziano ad arrivare, i giovani emergono e il Giro d’Italia torna a parlare anche un po’ la lingua del territorio.












