«Galoppo sul prato ove le erbe arsicce si ravvivano. Il cavallo si eccita, cerca di guadagnar la mano, si copre di schiuma. Una felicità muscolare m’inonda; l’orgoglio della solitudine mi gonfia il cuore. Porto non so che musica in me. Non ho in me pensieri definiti, né imagini compiute».Le alate parole sono di Gabriele d’Annunzio, e raccontano uno spicchio del suo “vivere inimitabile”, o almeno la memoria di quel vivere, perché nel 1924, anno di pubblicazione de “Il venturiero senza ventura”, raccolta
delle sue migliori prose, il poeta aveva da poco passato i 60, l’età di un altro Vate, nato a Zocca nell’Appennino tosco-emiliano, e come lui desideroso di fare “outing” voltando il capo all’indietro. Vasco Rossi fa marcia indietro e sprona i giovani a non seguire il suo esempio, quello di una vita in cui ha provato tutto, ma non lo rifarebbe. Su La Provincia del 15 aprile un ampio articolo che analizza l’autoanalisi della rock star. Guarda Vasco qui nei suoi video su youtube.
c.colmegna
© riproduzione riservata










