Veltroni lancia la Oprandi “Stavolta possiamo farcela”

Veltroni lancia la Oprandi
“Stavolta possiamo farcela”

VARESE «Il risultato su Varese è fondamentale. Berlusconi sta perdendo terreno, è un voto politico che lo sfiducia. Adesso è un uomo solo, tanto che stanno già facendo le primarie nel loro partito per la successione». E poi lancia Luisa Oprandi a Palazzo Estense: «Il ballottaggio è una scelta tra due persone, e vince chi dà più garanzie. Luisa dà maggiori garanzie». Walter Veltroni a Varese torna, dopo tre anni. E

ricorda ancora il comizio di piazza Repubblica, quando venne accolto da una folla così grande che dovette tenere il discorso in piazza e non dentro il teatro. «Allora, ci fu una svolta» ricorda. Ma oggi parla delle comunali e di come «in questi giorni di primavera stanno cambiando molte cose. Il Paese ha visto la realtà com’è. È inevitabile che il ballottaggio avrà i suoi effetti e cambierà gli equilibri del Paese».

La responsabilità di Berlusconi «è quella di avere alimentato i difetti di questo Paese. Ed i ritardi di oggi sul progresso sono esclusivamente colpa sua». Sui difetti del Paese «siamo un Paese meraviglioso, ma spesso preda della violenza. Oggi siamo liberi dalle ideologie. Ma non dobbiamo cadere nel populismo». Servono valori. «Ed al primo posto in Lombardia c’è la legalità».

Sul ballottaggio Veltroni indica un forte senso politico. Ma spiega anche perché Luisa Oprandi, come gli altri candidati nelle altre città, possono vincere. «Si scelgono le persone che danno maggiore garanzia. Che possono interpretare il bisogno di cambiamento. Dobbiamo sottolineare il carattere amministrativo, evitando di cadere come Berlusconi in cose allucinante, come quelle che è andato a dire a Barack Obama, che in Italia c’è una dittatura della magistratura. Qui si sceglie il miglior sindaco. Si può essere ottimi politici e non buoni sindaci. In questa scelta i cittadini devono votare chi li rappresenta».

Su Milano: «È allucinante spostare i Ministeri a seconda di dove si vota. Tutte balle di campagna elettorale. Come quelle di meno tasse per tutti». Sulla scelta del sindaco, dice che è arrivato il momento di scegliere una persona che interpreta meglio lo spirito di Varese, che non è più, come dice, quello della Lega. «In Italia nella storia è difficile trovare buoni sindaci che non fossero simpatici, avere disponibilità, essere aperti e non essere arroganti, non trasmettere senso di distanza e chiusura, deve includere. Fare il sindaco è una missione. Serve disponibilità al sacrificio».

e.marletta

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