VARESE Un terzo dei varesini è nel cono d’ombra. E di conseguenza se la caverà senza problemi soltanto se installerà una parabola. In alternativa, potrà chiamare un antennista che passo dopo passo verificherà dove l’impianto esistente presenta delle carenze, e potrà dunque mettere a posto ogni elemento, tra l’antenna, i cavi e il decoder, sperando che il segnale a quel punto raggiunga almeno il livello minimo sufficiente. Resta fermo il consiglio che professionisti e tecnici hanno dato fino ad ora: «Aspettate a chiamare l’antennista dopo lo switch off».
Il segnale della televisione analogica si spegnerà definitivamente venerdì mattina per il capoluogo e altri 126 comuni della provincia, tra cui Busto Arsizio e Gallarate. Il rischio, evidentemente, è di trovarsi con il pieno di richieste di aiuto ai tecnici tutte concentrate la settimana prossima. Ma gli addetti ai lavori non sono preoccupati da questo. «In teoria tutti si riverseranno all’ultimo minuto come l’altra volta», spiega Stefano Amadori dell’Expert delle Corti, in centro città: «Ci aspettiamo il pienone dal 26 in poi. Finché la gente non vede i canali oscurati non si muove. Era successo anche a maggio, quando tutti sono arrivati nel momento in cui gli è sparito Rai 2». Da allora però buona parte dei clienti si sono attrezzati, sia di decoder, sia di un antennista che rivedesse gli impianti nel caso di quelli datati. La difficoltà principale che si riscontra adesso in negozio è l’impreparazione al da farsi, con lo spegnimento dell’analogico. «Chi doveva fare ha già fatto ed è a posto. Chi invece è rimasto ancora senza decoder è proprio chi ha più difficoltà, come gli anziani. Diciamo che un 50% delle persone che arrivano non sono informate perché sono quelle che ne capiscono meno». Ma per ora si limitano a chiedere informazioni e le vendite sono in stand by, in attesa appunto di vedere cosa succederà alla loro tv da venerdì in poi.
«Per adesso il movimento non è ancora iniziato», spiega Umberto Petrini, professionista varesino. «Ci aspettiamo però una grande richiesta di decoder con Tv Sat e di antenne paraboliche». Questo, appunto, perché diverse zone del capoluogo si trovano sul versante del Campo dei Fiori, quello che appunto si chiama “zona d’ombra”. Sant’Ambrogio, Fogliaro, Rasa, parte di Velate, Calcinate e zona bassa di Masnago, hanno evidenziato problemi di ricezione non indifferenti anche sulle
reti principali. «In qualche caso il problema si può risolvere senza parabola, ma si potrà dire soltanto dopo lo spegnimento finale, mentre in altri casi al momento non ci sono grandi alternative. Per adesso 3 clienti su 10 hanno acquistato il decoder con Tv Sat, che costa tra i 100 e i 120 euro e viene venduto con la tessera che permette di vedere gratuitamente le tre reti Rai, Mediaset e La7».
Chi invece non ha ancora tastato la strada del satellite sta riscontrando qualche problema anche dove, in teoria, non avrebbero dovuto essercene. «Stiamo ricevendo alcune chiamate per anomalie – spiega Stefano Cagnotto – si tratta principalmente della perdita di canali. Succede da qualche settimana: spariscono dei canali e ne compaiono degli altri, poi magari si trovano di nuovo sintonizzando il decoder, e dopo qualche giorno spariscono anche dalla nuova posizione per tornare a quella originaria. Dipende probabilmente dalle prove tecniche che stanno facendo sugli impianti del Campo dei Fiori». Prove che, sempre in teoria, dovrebbero terminare in tempo utile per offrire un segnale fermo e sicuro al momento dello spegnimento finale dell’analogico. «E’ quello che ci auguriamo anche noi – aggiunge il tecnico – ma non siamo al corrente di quello che stanno facendo. Consiglio comunque a chi non vede bene alcuni canali di aspettare a prendere la parabola dopo venerdì». La parabola con tanto di installazione non ha comunque un costo esorbitante: «Circa 200 euro, 300 al massimo con il decoder». «Se l’impianto non è proprio disastrato e non si è in zona d’ombra la parabola non serve», rassicurano dal centro elettronico Corbetta, e per le zone scoperte «stiamo aspettando anche noi di vedere cosa succede dopo venerdì».
f.tonghini
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