BUSTO ARSIZIO Due uffici, la stessa amarezza per gli accertamenti sulla Tarsu: ormai sono 2.700 le cartelle emerse. Siamo andati nei due uffici delle società incaricate, in via Matteotti e in via Cardinal Simone,Esce una coppia di pensionati, più rassegnata che convinta dalle spiegazioni fornite dagli addetti. «Pagheremo, cosa dobbiamo fare? – dice la signora – prima di andare in ferie verseremo il dovuto, in tempo per avere lo sconto. Contestare? Non ne vale la pena, si perde del tempo con il rischio alla fine di dover pagare di più». Un professionista è qui per conto di un’azienda: «Più di mille euro di cartella – sussurra – loro vogliono fare ricorso ma purtroppo la legge non ammette
ignoranza e qui a Busto sono inflessibili». C’è anche chi non digerisce per niente il «boccone amaro» ricevuto per posta. «A questi signori il voto non glielo darò più, nemmeno per sogno – lo sfogo di un anziano proprietario di una villetta in periferia che ammette di essere elettore di Berlusconi da sempre – che delusione, si stanno comportando come il peggior Visco, trattando i cittadini alla stregua di perfidi evasori quando invece sono vittime delle complicazioni burocratiche». C’è anche chi si lamenta per aver ricevuto «persino interessi e sanzioni per il 2010 che non è ancora finito» e chi resta perplesso. Fino a un’ottantenne che ha rievuto una cartella per 25 euro. Andrea Aliverti
m.lualdi
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