Vietato ammalarsi al Sud Ti curano ma devi pagare

Vietato ammalarsi al Sud Ti curano ma devi pagare

VARESE Prima di partire per le vacanze, mettete in valigia tutti i farmaci di cui potreste avere bisogno. E, comunque, al mare o in montagna state particolarmente attenti a non ammalarvi. Potrebbe costarvi caro. Un rischio che riguarda non più soltanto chi sceglie mete esotiche, ma anche coloro che, semplicemente, escono dalla Lombardia.La sanità è stata, a partire dalla legge di riforma costituzionale del 2001 che ne ha affidato la competenza alle regioni, il banco di prova del federalismo. Ed è, contemporaneamente, oggetto di disparati accordi tra l’Italia e numerosi paesi esteri. Un ginepraio, insomma, in cui è facile perdersi e, soprattutto, perderci dei soldi. Come dimostrano le richieste di chiarimenti e di rimborsi che pervengono all’Asl da parte di cittadini varesini di ritorno dalle vacanze.Chi va in paesi dell’Unione europea può stare relativamente tranquillo: l’assistenza sanitaria è garantita, ma alle condizioni cui soggiacciono i cittadini dello Stato ospitante, a volte meno vantaggiose di quelle praticate in Italia. In Francia, per esempio, si paga il ticket anche per i ricoveri urgenti. E in Svizzera, che è fuori dall’Unione europea, ma certamente molto più visitata dai varesini? Nel 2002 la Confederazione elvetica ha sottoscritto accordi bilaterali con i paesi Ue, per cui, se un comasco si sente male sul lago di Lugano, mostra la tessera sanitaria e viene ricoverato. Poi la Svizzera addebita le spese al nostro ministero della Salute. La novità dell’estate è che anche in Italia capita di dover pagare

l’assistenza sanitaria in vacanza. Può testimoniarlo chi scrive: in Puglia, la farmacista non accetta la ricetta del medico di base varesino per un antistaminico («Dovete pagarlo – dice – perché non esiste un accordo tra Puglia e Lombardia per il rimborso del ticket») e l’alternativa di farsi rifare la prescrizione dal medico dell’ambulatorio turistico, attivato d’estate nelle marine del Leccese, non è più conveniente, visto che dal 2008 anche quello è a pagamento per i non pugliesi (15 euro la visita, più le prestazioni aggiuntive, avverte un cartello). In teoria il farmacista potrebbe accettare la ricetta e poi chiedere il rimborso direttamente alla regione di provenienza. Ma è possibile che qualcuno ostacoli questa prassi, perché il rimborso non è immediato ma avviene nell’arco di 4-5 mesi. L’alternativa è farsi prescrivere il farmaco da un medico di medicina generale della Regione in cui ci si trova. Quindi spetterà alla Regione medesima chiedere la compensazione alla Lombardia.La normativa consente ai medici di base di farsi pagare le visite occasionali, secondo un tariffario fissato dall’Ordine. Il paziente potrà, quindi, farsela rimborsare dall’Asl di provenienza. Così fanno in Puglia anche quelli degli ambulatori turistici, mentre a Varese i turisti vengono curati gratis. Differenze su cui probabilmente influiscono l’aumento abnorme di assistiti al Sud durante l’estate (mentre al Nord le città si svuotano) e i conti in rosso della Puglia, che ha intavolato un braccio di ferro con Tremonti proprio sul piano di rientro della spesa sanitaria.

s.bartolini

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