VARESE – Sei anni di reclusione. È la pena chiesta dal pubblico ministero per un cinquantenne di nazionalità albanese, imputato per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Il procedimento, celebrato con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Varese Rossana Basile, riguarda fatti che, secondo l’accusa, sarebbero avvenuti tra il 2024 e il 2025 in un comune del Luinese.
L’indagine è partita dopo la segnalazione del fratello della presunta vittima al 114 – Emergenza Infanzia. Da quella chiamata è scattato l’arresto dell’uomo, che oggi si trova ai domiciliari nell’abitazione del fratello. L’imputato ha sempre respinto ogni accusa.
Per la Procura, la ragazza, allora quindicenne, avrebbe subito ripetuti episodi di violenza fisica e psicologica, oltre a presunti abusi di natura sessuale. Al termine della requisitoria, il pubblico ministero Maria Claudia Contini ha chiesto la condanna a sei anni. La parte civile ha sostenuto la richiesta e domandato un risarcimento di 50mila euro. La difesa, rappresentata dagli avvocati Valentina Commisso e Giorgio Macchi, ha invece chiesto l’assoluzione, richiamando anche una consulenza tecnica sulla situazione psichiatrica della giovane. La sentenza di primo grado è attesa martedì prossimo.













