Violenze sessuali e abusi in famiglia Sempre più uomini odiano le donne

Violenze    sessuali e abusi in famiglia
Sempre più uomini odiano le donne

Violenze sessuali in aumento del 26%, maltrattamenti in crescita del 20%, atti persecutori più 9%. Tre cifre che fotografano attraverso l’attività di carabinieri e polizia una provincia, quella di Varese, che non smentisce il trend : sempre più uomini odiano le donne.

«E personalmente credo che questi dati siano purtroppo destinati ad aumentare». Perché? «Perché – spiega , pubblico ministero varesino specializzato in casi di abusi e maltrattamenti su donne e minori – l’uomo colpito dalla crisi, senza lavoro, in difficoltà economico, vedrà nella donna che gli sta accanto al prima valvola di sfogo».

Le parole del magistrato confermano un dato: l’80% dei maltrattamenti e degli abusi a carico di donne si consumano in ambito domestico. «Il nostro territorio non fa eccezione – spiega Ditaranto – Chi maltratta, chi abusa, è il marito, il fidanzato, oppure l’ex che non si rassegna. È una violenza che colpisce le donne nel modo peggiore: nella loro dimensione familiare».

E in tante tacciono: «Per vergogna, perché temono il giudizio, perché non saprebbero come fare in quanto economicamente dipendenti dal compagno. Devono denunciare: una denuncia non soltanto è fondamentale sul fronte giudizio, ma dà forza».

Ditaranto coglie un altro aspetto interessante del fenomeno: «Aumentano soprattutto i casi di violenza psicologica». Talvolta più aggressivi e devastanti di uno schiaffo: è accaduto a Varese che il marito costringesse la moglie a stare nuda in inverno in mezzo alla corrente gelida delle finestre spalancate per farle capire cosa affrontava lui ogni mattina andando a lavorare.

Lo stesso uomo che costringeva la compagna ad annusare i proprio escrementi dicendole di sentirsi privilegiata.

«Una violenza così è peggio di uno schiaffo – spiega Ditaranto – Ed è una violenza che si consuma anche nelle classi sociali più abbienti. Il fenomeno dei maltrattamenti sulle donne non hanno razza o classe sociale o età: si consumano in ambiti familiari difficili o là dove sembra che sia tutto perfetto».

La violenza psicologica mira alla «completa svalutazione della vittima in quanto donna – spiega il magistrato – la svilisce spesso anche nel ruolo di madre».

Per il magistrato si tratta anche di un fatto culturale: «Io credo che nel nostro Paese oggi il concetto di pari dignità tra uomo e donna è qualcosa alla quale sia necessario ancora lavorare. Non è ancora davvero radicato nel tessuto culturale e sociale».

Per questo tanti uomini lasciati perseguitano la ex. «Per quanto riguarda lo stalking interviene un fattore diverso: qui parliamo con persone che non accettano un no come risposta – spiega il magistrato – Anche in questo caso il fattore è culturale: non si è più educati, capaci, al no, al non posso averlo. Ecco, diciamo che molti uomini, soprattutto tra i più giovani, non sono capaci di accettare il dolore che da quel no arriva».

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