Nel 2007, in occasione della giornata mondiale della vista, una giovanissima scrittrice,, ha dato alle stampe un volumetto intitolato “Anche le principesse portano gli occhiali” in cui descrive in chiave fatata il rapporto di amore e odio con i suoi “cristalli magici”. Ci sono gesti che gli adulti fanno senza neanche pensarci, ma che ai bambini risultano mille volte più faticosi. Uno di questi è infilarsi un paio di occhiali.Elisa questa difficoltà l’ha conosciuta fin da piccola, ma ha saputo accettarla e superarla, grazie alla pazienza della mamma ed alla propria capacità di non abbattersi. Da quella fonte ha anzi tratto lo spunto per scrivere un racconto ambientato in un regno immaginario: una principessa recupera il sorriso perduto grazie all’aiuto delle fate Iridine e di due cristalli incantati, che un bambino può interpretare come due occhiali e un adulto come due occhi magici, che aiutano a osservare il mondo senza pregiudizi per scoprirne tutti i colori. Il dottor Roberto Magni, che per anni ha assistito Elisa, ha pensato che da quel libro potesse nascere un bel progetto di prevenzione visiva indirizzato ai bambini molto piccoli: è nato così il Progetto Elisa per la prevenzione dell’ ambliopia, più comunemente conosciuta come occhio pigro (che ogni anno colpisce mediamente il 3% dei nuovi nati, portando a cecità monoculare) così come altri importanti difetti di vista, intervenendo in tempo per curarli. Il danno visivo è sostenuto da un’alterata trasmissione del segnale nervoso tra l’occhio e il cervello che, non “tollerando” due immagini diverse esclude quella meno nitida. Il risultato finale è che il cervello privilegia un occhio a causa della ridotta acuità visiva dell’altro che viene progressivamente “disattivato” sino alla cecità. Viene
quindi meno la visione binoculare, cioè la capacità di vedere in modo tridimensionale: non si riescono più ad apprezzare la profondità e le distanze degli oggetti. Allo stato delle conoscenze attuali può essere trattata con possibilità di successo più o meno completo sino agli 8 – 10 anni di età.I segnali e i sintomi dell’occhio pigro sono molto raramente riferiti dal paziente perché è spesso troppo piccolo per denunciare una vista inferiore in un occhio rispetto all’altro. È per questo motivo che si raccomanda di effettuare una prima visita oculistica al bambino, anche in assenza di sintomi, entro i 3-4 anni di età. Attualmente vi è la tendenza ad anticipare ulteriormente la prima visita così che venga effettuata entro il primo anno di vita. Anche se l’occhio pigro colpisce solitamente solo un occhio, esiste la possibilità che interessi entrambi gli occhi.Per un genitore è molto difficile accorgersi se uno dei due occhi vede di meno: il modo migliore per affrontare l’ambliopia è prevenirla, cioè intervenire sulle cause che possono provocarla (prevenzione primaria).L’apparecchio utilizzato per la diagnosi dell’ambliopia è un Autorefrattometro Pediatrico Binoculare che permette all’operatore, in pochi secondi, senza alcun intervento invasivo sul piccolo paziente, di procedere all’esame della vista rilevando le eventuali anomalie. È per questo motivo che i Lions della zona di Varese, che come tutti i Lions nascono come “Cavalieri della Cecità”, hanno sviluppato un progetto gratuito di prevenzione che verrà svolto dal 6 al 10 giugno presso gli Asili Nido Comunali e Privati e presso il Centro “Infermiere di Famiglia”, in via Cairoli 10 a Varese per prevenire una patologia che può tanto condizionare la vita di un bambino e della famiglia che lo accompagna.













