Vodka nelle borracce a scuola: l’allarme delle famiglie tra i banchi delle superiori

Quattordicenni e quindicenni bevono superalcolici durante le lezioni.
Le madri scoprono tutto dai social e chiedono un intervento urgente di scuole e istituzioni.

Vodka portata in classe dentro le borracce, consumata durante le lezioni come se fosse semplice acqua. È l’allarme lanciato da alcune famiglie, in particolare dalle madri, dopo il rientro a scuola dalle vacanze di Natale. A essere coinvolti sarebbero studenti di 14 e 15 anni, iscritti alle scuole superiori cittadine.

La scoperta è avvenuta nelle scorse settimane, monitorando social network e chat delle figlie. Da qui la decisione di rendere pubblica la situazione, pur senza fornire dettagli che possano rendere identificabili le minorenni coinvolte. L’obiettivo, spiegano, non è puntare il dito, ma fermare un fenomeno giudicato allarmante.

Sembra acqua, ma non lo è

La vodka, trasparente e inodore a prima vista, può facilmente passare per acqua, soprattutto all’interno delle ormai diffusissime borracce, entrate nelle aule in nome di una scuola più sostenibile. A tradire il contenuto è spesso solo l’odore.

“Abbiamo ricostruito il passaparola tra le ragazze attraverso i messaggi”, raccontano le madri. “L’idea era procurarsi l’alcol prima di entrare in classe per poi berlo durante le lezioni”. Un comportamento che, secondo le famiglie, supera ogni limite: “Comprendiamo le dinamiche adolescenziali, la ribellione, il disagio, ma l’alcol a scuola è una linea invalicabile”.

Tra i racconti che arrivano ai genitori, anche episodi di compiti in classe svolti in stato di ebbrezza, segnali che alimentano la preoccupazione. Le madri chiedono una responsabilità condivisa: “Noi genitori dobbiamo vigilare, ma serve anche l’impegno del corpo docente. Non possiamo far finta di niente”.

Il meccanismo, spiegano, è semplice: bottiglie acquistate al supermercato o prese in casa, poi travasate nelle borracce e divise tra più studenti, rendendo il controllo ancora più difficile.

Non solo a scuola: gli “shottini” al fast food

Il consumo di alcol, però, non si ferma ai banchi. Secondo quanto emerso, le abitudini continuerebbero anche in un fast food molto frequentato dai ragazzi. Tra hamburger e patatine, lontano da sguardi attenti, circolerebbero bicchierini di superalcolici bevuti per gioco, sfida o penitenza, uno dopo l’altro.

L’aiuto degli amici maggiorenni

Un altro elemento critico riguarda l’accesso agli alcolici tramite amici maggiorenni e, in alcuni casi, la complicità di baristi poco scrupolosi. “In certi locali il livello si alza ulteriormente”, raccontano le mamme. “A volte le forze dell’ordine intervengono, altre volte no. Forse sfugge, forse ci sono altre priorità”.

Da qui l’appello finale: tenere alta l’attenzione, parlare del problema senza criminalizzare nessuno e chiedere un giro di vite sui controlli nei bar, come già avvenuto in passato con sanzioni e chiusure temporanee.

“Se potessimo, metteremmo le nostre figlie sotto una campana di vetro”, concludono. “Ma sappiamo che non è possibile. L’unica strada è affrontare il problema insieme, prima che diventi qualcosa di ancora più grave”.