Non porta buone nuove a Malpensa, il piano voli di Alitalia che entrerà in funzione dal prossimo 13 gennaio senza più neanche un volo cargo. Se infatti già Fantozzi aveva tagliato 159 voli passeggeri la settimana dallo scorso 26 ottobre (dopo il primo disimpegno della ex compagnia di bandiera da 1.238 a 312 voli settimanali dal 1 aprile), anche con il nuovo anno e l’entrata in scena della nuova Alitalia, le cose non cambieranno a favore dello
scalo della Brughiera. Dove non solo non aumenteranno le tratte intercontinentali (resteranno le 3 già operative di Alitalia per New York, unica giornaliera, Tokyo e San Paolo), ma scompariranno anche le due appena inaugurate da AirOne per Boston e Chicago. Neanche il tempo di alzare le trombe per dare l’annuncio in pompa magna (lo scorso giugno), ed ecco saltare nell’arco di soli sei mesi i voli che la compagnia di Carlo Toto aveva sbandierato a Malpensa.
Così da Malpensa sarà possibile volare con la nuova Alitalia per 5 destinazioni domestiche (Fiumicino, Bari, Catania, Napoli e Palermo) e 14 internazionali (con il piano Fantozzi erano 16) se si conta anche il collegamento con Parigi Charles de Gaulle sia dalla Brughiera che da Linate. Ma le noti dolenti non finiscono qui. Perché dal 13 gennaio a restare a terra saranno invece i voli cargo. Passati da 18 la settimana ad opera di 5 aerei, a 10 voli con soli 3 aerei dallo scorso 1 ottobre, con l’anno che verrà non ce ne sarà più neanche uno targato Alitalia o Cai. E per le società come Alha (500 dipendenti con tanto di cooperative che lavorano al suo interno) che si occupano di servizi a terra per le merci, sarà crisi dura. Già ieri, nell’incontro con i sindacati, l’azienda ha iniziato a chiedere l’apertura della procedura di mobilità per un centinaio di lavoratori. Ma il sindacato respinge l’ipotesi e pretende «soluzioni immediate per il cargo».
Sbotta Ezio Colombo (Filt Cgil Varese): «I compratori del settore merci di Cai (si parla di Alis, ndr) siano messi in condizioni di operare subito. Non si può tralasciare di considerare anche la questione Cargo». Intanto il 2 gennaio sarà assemblea generale con i lavoratori di Alha.
È dunque una situazione drammatica a tutto tondo quella che si prospetta a Malpensa. «Chi si attendeva da Cai qualcosa di diverso e vendeva facile ottimismo, ora farà i conti con la realtà», commenta Nino Cortorillo (Filt Cgil Lombardia), «a Malpensa ci saranno ancora meno voli di quelli previsti da AirFrance (erano circa 300 la settimana solo dalla Brughiera contro i 290 tra Milano e Roma di Cai, ndr); la cargo sarebbe stata ridotta man mano per dissolverla in tre anni, lasciando il tempo per una certa ripresa, mentre qui sparisce subito. Ci attendiamo che perlomeno
nella trattativa in corso tra Sea e Alitalia, permanga la tutela dei servizi e del lavoro (dunque la possibilità per Sea handling di servire la nuova Alitalia, ndr) in assenza della quale le iniziative sindacali saranno estese e forti a partire da gennaio». Non transige la Filt Cgil. La società dei cosiddetti capitani coraggiosi faccia almeno affidamento sul lavoro dei dipendenti Sea, non volti le spalle al gestore dell’aeroporto che tutti dicevano di voler tutelare e rilanciare. E non sia semplicemente il minor prezzo offerto da altri handler a far pendere l’ago della bilancia da quella parte.
© riproduzione riservata












