VARESE I conti non tornano. Ed i candidati al consiglio comunale di Varese si sono visti attribuire molti meno voti di quelli che si aspettavano. Certo, poteva essere una “coltellata” alla schiena di chi aveva promesso il voto, e poi non l’ha dato. Ma quando ci si vede attribuire zero preferenze nella sezione dove si è votato personalmente, e con tutta la famiglia, c’è qualcosa che non torna. La disavventura più eclatante è capitata al candidato dell’Udc Bruno Salerno (ma non è il solo) residente in via Albani. Che, all’indomani del voto, è andato a controllare le preferenze nei vari seggi. E nel suo ha visto la cifra tonda di 0. «Mi sono trovato davanti ad una situazione assurda – racconta Salerno – il giorno dopo i risultati non mi tornavano i conti e allora per curiosità sono andato a vedere i tabulati dove sono riportate le preferenze nelle singole sezioni. Ed in effetti c’era qualcosa che non andava. Visto che nella sezione dove ho votato io e la mia famiglia, la numero 23 del seggio di viale Ippodromo, alla Pascoli, nei miei confronti non risultava nessuna preferenza». Insomma, se anche fosse stato colpito alla schiena da amici e parenti, mancava anche la sua di preferenza. Evidentemente qualcosa non tornava. E così Salerno si è rivolto all’ufficio elettorale centrale, ovvero l’organo, composto da un magistrato e dai cancellieri del tribunale, che nei cinque giorni dopo il voto è stanziato in Comune a verificare i verbali delle singole sezioni. Controllando, continua appunto Salerno, «è emerso che nella sezione avevo preso 15 preferenze, che però, per un errore di trascrizione, sono state attribuite ad un mio collega di partito. Il problema
è che questa commissione deve verificare solo i verbali, e non ha il potere di attribuirmi le preferenze che mi sono state negate». In poche parole, l’ufficio elettorale centrale può solo controllare i verbali ma non può intervenire per modificare errori di questo tipo, anche se sono stati riconosciuti e se quindi c’è un errore che potrebbe, in teoria, costare l’elezione. Salerno ha comunque presentato una lettera, insieme al collega Claudio Vanetti, consigliere uscente del Psi, candidato nell’Udc, al quale sarebbero stati attribuiti i voti di Salerno, per chiedere il riconteggio. «In ogni caso – dice Salerno – temo che l’unica soluzione sia un ricorso al Tar». Il problema è se ne vale la pena, pensa Salerno. Visto che comunque l’Udc esprimerà solo due consiglieri, ed il passaggio in avanti di una posizione di Salerno non cambia la sua situazione. In più, non è gratuito il ricorso. Quindi, forse non resta che ingoiare il rospo. Resta però il dubbio che queste imprecisioni non riguardino solo il suo caso. Sembra che lo stesso Ennio Imperato, sempre restando nell’Udc, si sia visto togliere 45 preferenze. Lo stesso lamentano alcuni esponenti del Pdl, tra cui Roberto Puricelli, che avrebbe visto riconosciuti nei suoi confronti 15 voti in più. Non si tratta di cifre che cambiano di molto la situazione, ma comunque rappresentano un grave segnale. Perlomeno di inadempienza. O peggio. «Il dubbio naturalmente che ci sia sotto qualcosa – dice Salerno – visto che è successo anche in altre sezioni, e non solo nei miei confronti, c’è». Oltre a Salerno e Imperatore, sembra che Simone Malnati, sempre dell’Udc, stando a quanto dicono dal suo partito, abbia avuto meno preferenze del dovuto. Marco Tavazzi
s.bartolini
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