Vuoi chiamare tua figlia Andrea? A Varese il tribunale lo vieta

Vuoi chiamare tua figlia Andrea? A Varese il tribunale lo vieta

VARESE Oscar Wilde aveva già narrato de «L’importanza di chiamarsi Ernesto». Per due genitori, invece, era importante che la loro piccola, nata nel novembre 2009, si chiamasse Andrea. Ma per il tribunale civile di Varese non si può: così ha disposto la rettifica dell’atto di nascita presso l’anagrafe.

Secondo quanto stabilito dai giudici Francesco Paganini e Giuseppe Buffone, in Italia Andrea è un nome che può essere posto solo a persone di sesso maschile. Al massimo, concedono, Andrea può essere adottato come secondo nome: ma come primo, per una bimba, proprio no. E’ lo stesso principio che viene fatto valere per i maschietti che vengono chiamati Maria: se, ad esempio, il doppio onomastico Carlo Maria viene sempre accettato, lo stesso non potrebbe avvenire se i due nomi fossero invertiti (se cioè un bambino venisse appellato Maria Carlo). Così la piccina che, per mamma e papà, doveva chiamarsi Andrea Sara, potrà essere registrata presso l’anagrafe del suo Comune solo come Sara Andrea.

I giudici sono giunti a questa decisione al termine di una lunga dissertazione sull’origine e sull’uso consolidato (in Italia) dell’onomastico Andrea. Il nome, fanno notare, «deriva dal greco anèr che indica l’uomo con riferimento alla sua mascolinità; e, infatti, lo si considera anche un derivato di andreia termine che rievoca la virilità». I giudici precisano che in Italia, al massimo, è accettata la variante Andreina. Ai due genitori, quindi, se vorranno dare alla loro bimba Andrea come primo nome non restano che due strade: o ricorrere in appello contro la sentenza, o emigrare in quei paesi (come la Gran Bretagna, la Repubblica Ceca o la Slovenia) in cui Andrea è usato prevalentemente (o esclusivamente) al femminile.

Enrico Romanò

f.tonghini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google