| UNENDO YAMA | 3 |
| IGOR NOVARA | 2 |
PARZIALi: 13-25, 25-18, 21-25, 25-22, 15-13.
UNENDO YAMA BUSTO ARSIZIO: Ortolani 8, Degradi n.e., Garzaro 10, Bianchini, Michel n.e., Leonardi (L), Marcon 14, Spirito, Buijs 13, Arrighetti 16, Wolosz 6, Petrucci. All. Parisi.
IGOR NOVARA: Casillo 7, Paris (L), Rosso 24, Tokarska 1, Kim 2, Lombardo 12, Harms n.e., Manfredini, Milos 6, Vanzurova 25, Alberti, Mollers. All. Pedullà.
arbitrI: Florian, Piluso.
note: spettatori: 3.834. Durata set: 22’, 24’, 27’, 28’, 19’. Busto: battute vincenti 3, sbagliate 15; ricezione positiva 70% (44% perfetta); attacco 32%, 8 errori, 6 murati; muro 13 punti. Novara: battute vincenti 5, sbagliate 15; ricezione positiva 80% (39% perfetta); attacco 40%, 16 errori, 13 murati; muro 6 punti.
Bruciate il dvd, nascondete la partita ai settori giovanili. A meno che l’intento sia insegnare l’antipallavolo.
Dobbiamo sorridere alla vittoria, ma non possiamo gioire delle qualità con cui è arrivata.
Enzo Jannacci canterebbe «vinca lei, no tu no». Busto e Novara ce la mettono tutta per sbagliare, cincischiare, fare del buono e cancellarlo con l’orrido.
Scappare e riprendersi
Per scappare e farsi ripigliare, durante l’arco delle due ore. Finisce con due punti e va bene, Novara conosce il primo stop in campionato da che c’è Pedullà, però gli interrogativi biancorossi restano luminescenti.
La consequenzialità: ricevi, palleggia, attacca.
In prestagione ricezione a due Leonardi-Marcon: schema triplete, protagoniste soddisfatte. Va, sembrava ma forse no.
Evoluzione: dentro Buijs con linea a tre. Va è un parolone, Wolosz deve fare i chilometri.
Ieri? Dal secondo set ecco Ortolani per Buijs. Fotografia: Anne piglia 3 ace diretti nel parziale d’esordio, Busto tutta riceve da scoglio e va nella fossa. Ecco, appunto, Serena, mai accaduto.
Si vinca o si perda, passano tre set in cui la squadra offre a Novara due obiettivi sensibili su cui tirare.
Il giro del fumo nel quarto, con Marcon che torna lei, si piglia 81 metri quadrati di campo coprendo chiunque, dando così una parvenza di stabilità.
È un tentativo d’analisi ma, giusto o sbagliato che sia, sta dentro l’enigma dell’anno.
Luci e ombre, polveri bagnate
La Unendo Yama vince senza Buijs e Ortolani, lo fa cavalcando la ritrovata Marcon, Arrighetti, Garzaro e la povera Wolosz, che alla fine non affonda. Le letture a muro arrivano poco a poco, il contrattacco c’è e non c’è, la difesa fatica a imporsi.
Novara, nel primo set dominante con Kim palla in mano, sta in piedi con fasi di grande difesa e, sostanzialmente l’incisività dei martelli Vanzurova, allenata da Parisi nella cechia, Lombardo, ex bustocca, e soprattutto Rosso, trentaduenne che adesso sta studiando da buona giocatrice.n Samuele Giardina
© riproduzione riservata













