BUSTO ARSIZIO Appuntamento al PalaYamamay, dove alle 20.30 di mercoledì 25 novembre Futura e Bergamo daranno vita allo Yama – Foppa più strano di sempre: troppo intricata la situazione bustocca per pensare di ritrovarsi alla festa della pallavolo, quella capace di portare in viale Gabardi oltre 10mila spettatori nelle ultime due occasioni. Ci saranno Piccinini e Lo Bianco, come il resto delle nazionali di grido; ma a fianco, se non davanti, c’è la preoccupazione per le sabbie mobili dell’emergenza Yama, costretta a misurarsi con Bergamo senza De Luca, Okaka e, soprattutto, senza quella serenità possibile solo quando il motore non batte in testa. Ore pagina a Carlo Parisi, alla ricerca del perduto bandolo della normalità.Coach, la chiave di lettura razionale del momento.Il problema esiste, è evidente, e va affrontato. A Pesaro si è visto in che condizioni si è dovuto
giocare, ma la reazione della squadra c’è stata, immediata e ammirevole. Consideriamo tutto certo, ma partiamo da questo.Ora la lettura emotiva.Massacrarsi è fuori luogo. Abbiamo sei partite in diciannove giorni compresi i sedicesimi di Coppa Cev, molte contro squadre complicate: l’obbligo, seppure difficile, è stare tranquilli, avere la tranquillità di aspettare l’evoluzione della situazione di Barbara De Luca. Noi allenatori, la società e le ragazze non dobbiamo farci prendere dall’ansia, sarebbe peggio di quello che già è capitato. Respiriamo, e guardiamo alla prestazione di Pesaro ricordando solo il buono. Corretto parlare di emergenza?E’ una fase di emergenza, la cui evoluzione stiamo vivendo e valutando leggendo i bollettini medici giornalieri. L’infortunio di Barbara non è semplice e il suo recupero richiederà pazienza: non possiamo pensare di prenderci tempi biblici, ma nemmeno decidere in due minuti. Con la società stiamo valutando ogni opzione.
e.romano
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