Oggi al Daverio sarà il giorno degli studenti. Non solo quelli finiti nel calderone di una notizia della quale è bastato solo annusare i contorni per trasformarla in caso nazionale: oggi sarà il giorno di tutti gli alunni della scuola che si affaccia su via XXV aprile. Oggi gli studenti si riprenderanno uno spazio che è solo loro ma che è stato invaso di curiosità, di morbosità, di elementi senza fondamento di verità che hanno trasformato un semplice gesto in uno tsunami mediatico. Oggi gli studenti torneranno a parlare dopo la giusta consegna del silenzio: c’è chi, intelligentemente, li ha voluti preservare, cercando di limitare le conseguenze di ciò che era diventato decisamente troppo grande.
Lo faranno a modo loro, con una manifestazione che dovrebbe svolgersi all’esterno della scuola tra le 12 e le 13. La volontà di metterla in pratica è stata espressa ieri dagli stessi ragazzi: sarà un modo per dire a tutti che il Daverio e chi ne fa parte non dovevano essere terreno di conquista per i cercatori di colpevoli a ogni costo, per chi ha voluto giudicare prima di conoscere, per chi ha appiccicato etichette senza pensare alle conseguenze di farlo in un mondo che diffonde in fretta ogni tipo di contenuto, soprattutto quando in grado di fare scalpore. L’ennesima puntata del caso “minuto di silenzio”, dunque, dovrebbe avere il suo punto fermo, al termine della valanga di approfondimenti che ha suscitato negli ultimi giorni. La fine dovrebbe arrivare dopo che è stato certificato che a uscire dall’aula durante la commemorazione non sono stati solo studenti di fede islamica. Dopo che la motivazione del gesto – sparata inizialmente come una sorta di boicottaggio animato non si sa da cosa – è stata chiarita essere semplicemente un modo di protestare contro una forma di ricordo menomata, che comprendeva solo le vittime degli attentati di Parigi e non tutte quelle del terrorismo.
Dopo aver appreso che gli alunni in protesta hanno comunque vissuto un minuto di silenzio nel corridoio, nel modo in cui loro stessi credevano di doverlo fare. Dopo che la preside ha dovuto – per due giorni – difendere la propria scuola dal clamore che l’ha aggredita. Dopo le segnalazioni a polizia locale, digos e carabinieri, l’attenzione del prefetto e quella della politica, anche nazionale. Dopo un’altra giornata, soprattutto, in cui il Daverio è stato sotto la lente d’ingrandimento dei media. Ieri, all’orario d’uscita, si sono presentate le troupe di due programmi Mediaset: “Mattino 5” e “Le Iene”. Gli inviati hanno provato a parlare con gli studenti e a intervistare la dirigente scolastica: tutti i ragazzi, però, hanno rispettato la consegna del silenzio e Nicoletta Pizzato non ha voluto rilasciare ulteriori dichiarazioni a quelle del giorno precedente. Oggi si proverà a dire basta a tutto questo, a reclamare il diritto di tornare a vivere la propria normalità di adolescenti.













