Le prime bozze dei piani di emergenza delle compagnie aeree iniziano a delineare uno scenario di forte riduzione dell’offerta nei cieli europei. A rivelarne i contenuti è stato l’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary, in un’intervista al Corriere della Sera, nel contesto della crisi del carburante legata al conflitto tra Iran e Stati Uniti e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Secondo quanto emerge, le compagnie stanno valutando misure drastiche: cancellazione dei voli di metà giornata, eliminazione delle rotte meno redditizie e riduzione dei collegamenti nei giorni a minor traffico come martedì, mercoledì e sabato. L’obiettivo è ottimizzare l’utilizzo del carburante disponibile e garantire la sostenibilità operativa in una fase di forte incertezza.
O’Leary ha precisato che al momento non esistono decisioni definitive, ma ha confermato che il settore si sta preparando a diversi scenari. Il rischio legato alle forniture di cherosene, ha spiegato, sta diventando progressivamente più serio con il protrarsi della crisi nello Stretto di Hormuz, con possibili effetti già a partire da inizio giugno.
Le strategie in discussione non riguardano solo Ryanair: anche altri amministratori delegati del settore, rimasti anonimi, confermano l’esistenza di liste preliminari di rotte considerate sacrificabili. Parallelamente, il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha sottolineato che non ci sono ancora prove di una carenza immediata, ma ha definito la situazione “critica” e ha invitato a essere pronti a tutti gli scenari.
Tra le misure allo studio figura la riduzione dei voli nelle fasce centrali della giornata, considerate meno strategiche rispetto a quelle del mattino e della sera, più richieste sia dal traffico turistico sia da quello business. Particolare attenzione verrebbe riservata ai collegamenti più utilizzati dalla clientela d’affari.
Un’altra ipotesi riguarda la riduzione dei voli nei giorni con minore domanda, con particolare attenzione a martedì, mercoledì e sabato, mentre le giornate di lunedì, venerdì e domenica dovrebbero essere preservate. Il giovedì resta invece in una posizione intermedia e potenzialmente sacrificabile.
Infine, i piani prevedono possibili tagli alle rotte domestiche, per le quali verrebbero valutate alternative come il trasporto ferroviario, soprattutto ad alta velocità. In questo scenario, verrebbero invece tutelati i collegamenti verso le isole, considerati essenziali, anche se con possibili riduzioni di frequenza.
Il settore aereo europeo si prepara così a una fase di forte adattamento, in cui la gestione del carburante diventa un fattore decisivo per garantire la continuità dei voli.













