Sono oltre 200 le aziende vitivinicole guidate da giovani under 35 in Lombardia, un dato che racconta un settore dinamico e in continua evoluzione. A evidenziarlo è Coldiretti, che ha portato questo messaggio anche al Vinitaly di Verona.
Giovani protagonisti tra vigneti e cantine
Secondo un’elaborazione su dati del Registro imprese, alle oltre 200 realtà guidate da under 35 si affiancano numerosi giovani impegnati nelle aziende di famiglia, contribuendo alla crescita del comparto tra vigneti e cantine.
Un segnale positivo per tutto il settore, che trova nelle nuove generazioni un motore fondamentale di innovazione, sostenibilità e continuità.
Il messaggio: “Make wine, not war”
Negli spazi di Casa Coldiretti, i giovani agricoltori hanno dato vita a un flash mob dal forte valore simbolico, esponendo cartelli e distribuendo spillette con lo slogan “Make wine, not war”.
Un’iniziativa pensata per promuovere un messaggio di pace e sottolineare il ruolo dell’agricoltura come strumento di dialogo e condivisione. «Per la cultura che rappresenta, l’Italia può essere promotrice di un messaggio di pace», sottolinea Coldiretti.
Cibo e sicurezza: il tema delle risorse
L’evento è stato anche occasione per affrontare il tema delle politiche europee e della sicurezza alimentare. «Si stanno destinando risorse importanti agli armamenti, mentre si mette a rischio la sicurezza alimentare. Ma senza cibo non c’è sicurezza», è il messaggio lanciato dall’organizzazione.
Il confronto con l’Europa
Al flash mob ha partecipato anche il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, che ha preso parte a un incontro con il presidente Coldiretti Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo.
Tra i temi al centro del confronto: la revisione della direttiva nitrati, l’utilizzo del digestato come alternativa ai fertilizzanti chimici, l’etichettatura d’origine obbligatoria e il futuro della Politica agricola comune.














