L’accesso al medico di medicina generale sarà garantito anche alle persone prive di una residenza anagrafica stabile. La legge regionale, approvata all’unanimità, viene accolta positivamente dall’Opera Cardinal Ferrari, che considera il provvedimento un passo significativo ma chiede ora modalità applicative semplici e facilmente accessibili.
La Fondazione, attiva a Milano nel sostegno alle persone in grave marginalità, evidenzia come l’assenza della residenza abbia finora rappresentato un ostacolo concreto all’assistenza sanitaria. «La salute è un diritto fondamentale e non può dipendere dalla possibilità di avere una residenza anagrafica», afferma il presidente Luciano Gualzetti. «Ogni giorno incontriamo persone che, proprio per questa condizione, incontrano difficoltà nell’accesso alle cure».
Secondo l’Opera Cardinal Ferrari, la novità consentirà di ridurre il ricorso ai servizi di emergenza da parte di chi non aveva la possibilità di scegliere un medico di riferimento. «Questa legge rappresenta un cambiamento importante perché offre la possibilità di una cura continuativa», spiega Carmelo Petralia, coordinatore dell’Area Socio-Educativa, ricordando anche il ruolo svolto finora dalla residenza fittizia del Comune di Milano nell’accesso ai servizi.
La Fondazione giudica inoltre positivo il coinvolgimento degli enti del Terzo Settore previsto dalla norma, in particolare nelle attività di informazione, orientamento e accompagnamento. L’Opera Cardinal Ferrari ha confermato la disponibilità a collaborare con istituzioni e Asst per favorire la piena applicazione della legge.













