Il grande cinema d’autore torna protagonista sul grande schermo di Alle Arti, dove riparte lo storico CineArtiForum, la rassegna dedicata alle opere più recenti e significative del panorama cinematografico internazionale.
Anche quest’anno il pubblico potrà scegliere tra una doppia proiezione, alle 15 e alle 21, con il primo appuntamento fissato per giovedì 24 settembre. Un percorso attraverso cinque film molto diversi tra loro, accomunati dalla volontà di affrontare alcune delle questioni più profonde e attuali della società contemporanea.
Si parte con “Nessun Dolore” di Gianni Amelio
Ad aprire la rassegna sarà “Nessun Dolore” di Gianni Amelio, presentato fuori concorso alla recente Mostra del Cinema di Venezia.
Il film affronta il tema delle migrazioni, mettendo al centro questioni come il senso di colpa, l’accoglienza e il rapporto con l’altro.
La storia segue Davide, un uomo sulla trentina che vende libri usati in una piazza di Roma. La sua vita cambia improvvisamente quando entra in scena un immigrato nordafricano accompagnato da un bambino, del quale l’uomo cerca rapidamente di liberarsi.
Un incidente conduce poi Davide al pronto soccorso, dove incontra un’adolescente immigrata e incinta. Da questo incontro prende forma una vicenda che porta il protagonista a confrontarsi con le proprie responsabilità e con il tema dell’accoglienza.
Nel cast figurano Alessandro Borghi e Valeria Golino.
“Yellow Letters”, tra arte e libertà
Il secondo appuntamento è in programma giovedì 1 ottobre con “Yellow Letters” di Ilker Çatak, film premiato al Festival di Berlino.
Protagonisti sono Derya e Aziz, una coppia di artisti turchi: lei è attrice, lui drammaturgo e professore all’Università di Ankara. Dopo la prima del loro nuovo spettacolo, Aziz riceve una cosiddetta “lettera gialla”, con cui gli viene comunicato il licenziamento.
La coppia è così costretta a trasferirsi a Istanbul, dove dovrà fare i conti con la propria libertà artistica e con un difficile equilibrio tra impegno politico e necessità di sopravvivere.
L’intelligenza artificiale e il dolore in “Sleep in the Box”
Il giovedì 8 ottobre sarà invece la volta di “Sleep in the Box” di Kore’eda Hirokasu, un film che guarda al futuro attraverso il rapporto tra intelligenza artificiale, perdita e dolore.
Al centro della storia c’è una giovane coppia che, dopo la morte del figlio di sette anni, decide di provare a ricostruirlo attraverso l’intelligenza artificiale generativa.
Quello che nasce come un tentativo di elaborare il lutto si trasforma progressivamente in una riflessione sull’identità e sull’autonomia. Il bambino artificiale comincia infatti a sviluppare una propria volontà e a cercare altri umanoidi, aprendo interrogativi sempre più profondi sul confine tra ciò che è umano e ciò che viene creato dalla tecnologia.
“I figli della scimmia”: il conflitto tra realtà e desiderio
Il 15 ottobre toccherà a “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci, film premiato a Venezia e interpretato, tra gli altri, da Riccardo Scamarcio, Fausto Russo Alesi e Andrea Aggio.
Il titolo si richiama a una fiaba di Esopo e porta sullo schermo il conflitto di un genitore diviso tra due “figli”: quello reale, disabile, e quello ideale, costruito attraverso aspettative, desideri e rimpianti.
Una storia che mette a confronto sentimenti e contraddizioni profonde, dall’amore al desiderio, dalla generosità all’egoismo, dall’accettazione al rimpianto.
A chiudere il ciclo è “Serpenti”
L’ultimo appuntamento del primo ciclo sarà giovedì 22 ottobre con “Serpenti” di Roberto De Paolis, interpretato da Leonardo Lidi, Alessandro Borghi e Paolo Castellitto e presentato in anteprima alla Mostra di Venezia 2026 nella sezione Venezia Spotlight.
Il protagonista è Paolo Marra, un uomo che ha ucciso la moglie senza un apparente motivo. Travolto dal senso di colpa, decide di costituirsi, convinto di dover scontare la propria pena e restituire dignità alla donna e a se stesso.
Quando però si presenta al commissariato per confessare, invece di entrare nel sistema carcerario si ritrova coinvolto in un percorso dai contorni kafkiani, che mette ulteriormente in discussione il significato di colpa, responsabilità e giustizia.
Cinque film, cinque sguardi sul presente
Con questi cinque appuntamenti, CineArtiForum torna a proporre un percorso attraverso il cinema contemporaneo, alternando storie e linguaggi diversi ma accomunati dalla capacità di interrogarsi sulle inquietudini del presente.
Migrazioni, libertà artistica, intelligenza artificiale, disabilità, colpa e responsabilità diventano così altrettante chiavi di lettura per un viaggio cinematografico che, dal 24 settembre al 22 ottobre, porterà sullo schermo di Alle Arti alcune delle questioni più complesse del nostro tempo.













