MALPENSA – Si conclude con una condanna il procedimento nei confronti dell’ex sindacalista di Malpensa accusato di violenza sessuale ai danni di una hostess. La seconda sezione penale della Corte d’Appello di Milano, chiamata a pronunciarsi dopo l’annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ha inflitto all’imputato un anno e due mesi di reclusione. I fatti contestati risalgono al marzo 2018 e sarebbero avvenuti durante un incontro legato a una vertenza lavorativa.
La vicenda era diventata nota come il “caso dei 30 secondi”. In precedenza il Tribunale di Busto Arsizio e la stessa Corte d’Appello avevano assolto l’imputato, ritenendo che la durata dell’episodio, stimata in circa 20-30 secondi, avesse consentito alla donna di reagire o di allontanarsi.
Nel febbraio 2025 la Corte di Cassazione aveva però accolto il ricorso della Procura generale, annullando la sentenza di assoluzione. La Suprema Corte aveva precisato che il ritardo nella reazione della vittima o nella manifestazione del dissenso non esclude la configurabilità del reato di violenza sessuale, osservando come lo stato di sorpresa e il trauma possano impedire una risposta immediata.













