HULL (GB) – È partito a 29 anni dalla punta meridionale del Cile ed è tornato a casa che ne ha 57, dopo avere trascorso quasi metà della propria vita sulle strade del mondo. Karl Bushby, ex paracadutista britannico, ha concluso a Hull un viaggio durato 28 anni e lungo circa 50mila chilometri.
Ad accoglierlo, insieme alla madre e a una folla di sostenitori, anche un messaggio del primo ministro britannico Andy Burnham, che ha definito il viaggio «un’impresa di proporzioni davvero straordinarie» e Bushby «un esempio di coraggio, resilienza, perseveranza e spirito indomabile».
Due regole per attraversare il pianeta
Bushby aveva iniziato il cammino da Punta Arenas, in Cile, imponendosi due condizioni: non rientrare a casa prima di avere completato l’impresa e non utilizzare mezzi di trasporto per avanzare lungo il percorso.
Da allora ha attraversato quattro continenti e una trentina di Paesi, superando il pericoloso Darién Gap, tra Colombia e Panama, e camminando sul mare ghiacciato dello stretto di Bering, tra Alaska e Russia. Nel corso dell’impresa ha dovuto anche nuotare nel Mar Caspio e attraversare la Manica.
Il viaggio lo ha sottoposto a prove estreme: è stato minacciato con una pistola, si è trovato davanti a un orso polare ed è stato arrestato in Russia, dove venne accusato di avere violato il confine, detenuto e destinato all’espulsione.
«Ci sono stati momenti in cui ho pensato di essere davvero in difficoltà», ha raccontato, spiegando di avere però sempre creduto nella propria capacità di trovare una soluzione.
«Il mondo è stato la mia rete di supporto»
A rendere possibile l’impresa non sono state soltanto la preparazione e la determinazione. Bushby ha ricordato soprattutto l’aiuto ricevuto dalle persone incontrate lungo il cammino.
«Il mondo è stato la mia rete di supporto», ha dichiarato dopo avere riabbracciato la madre. «C’erano persone che guidavano per otto ore, perfetti sconosciuti, pur di trovarmi e darmi da mangiare. Persone che mi hanno accolto nelle loro case, quando ero molto malato, e si sono prese cura di me fino a farmi guarire».
Una solidarietà incontrata anche nei luoghi più poveri: in Cile, per esempio, alcuni camionisti gli lanciavano provviste dai finestrini per aiutarlo a proseguire.
Il ritorno con poche sterline e una nuova vita da costruire
Dopo quasi tre decenni trascorsi in viaggio, Bushby è rientrato in Gran Bretagna con appena «40-50 sterline in tasca». Nessun piano già definito e una quotidianità interamente da ricostruire.
Alla domanda su cosa farà adesso, la risposta è stata essenziale: «Parto da zero. Ho un bel po’ di lavoro da fare».
Torna senza ricchezze materiali, ma con un risultato eccezionale e una storia costruita attraverso continenti, confini e migliaia di incontri: la dimostrazione, ha scritto Burnham, di ciò che può essere realizzato grazie a una determinazione straordinaria e alla fiducia in se stessi. E a un bel po’ di follia.













