Forza Italia tradisce ancora il centrodestra e lancia il Magrini-bis insieme al Pd: Fdi esce dall’aula

Forza Italia tradisce ancora il centrodestra e lancia il Magrini-bis insieme al Pd: Fdi esce dall’aula
L’approvazione del Ptcp diventa l’occasione per ufficializzare il sostegno azzurro al presidente e alla maggioranza di centrosinistra. Una linea sempre più ambigua: con il centrodestra a Varese, Busto Arsizio e Gallarate, con il Pd a Villa Recalcati.

VARESE – Un piede nel centrodestra e l’altro nel centrosinistra. Forza Italia sceglie ancora l’ambiguità e, nel giorno dell’approvazione del nuovo Piano territoriale di coordinamento provinciale, arriva sostanzialmente a ricandidare Marco Magrini alla presidenza di Villa Recalcati insieme al Partito Democratico.

Il voto sul Ptcp, documento atteso da 19 anni e costruito con il contributo dell’intero territorio, si è così trasformato nell’occasione per sancire la prosecuzione dell’alleanza tra gli azzurri e il centrosinistra.

Una scelta che rappresenta l’ennesimo strappo rispetto al centrodestra del territorio. La stessa Forza Italia che governa insieme a Lega e Fratelli d’Italia nei principali centri della provincia – Varese, Busto Arsizio e Gallarate – a Villa Recalcati sostiene una maggioranza imperniata sul Pd e si prepara a confermare il presidente eletto proprio grazie all’accordo con i democratici.

Una contraddizione politica ormai difficile da giustificare come semplice civismo o attenzione agli equilibri istituzionali. Quello pronunciato in aula è stato un impegno esplicito sul futuro: Forza Italia intende continuare a governare la Provincia con il centrosinistra.

Il Ptcp usato per lanciare il Magrini bis

Il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità dei presenti la revisione del Ptcp, risalente al 2007. Fratelli d’Italia, pur condividendo il documento, ha abbandonato l’aula per protestare contro la politicizzazione del voto.

Il giorno precedente il piano aveva ottenuto un consenso quasi plebiscitario nell’assemblea dei sindaci: 112 voti favorevoli su 114 partecipanti, con un’astensione e un non votante. Un risultato che conferma come il documento fosse patrimonio comune degli enti locali e non il prodotto di una singola parte politica.

Eppure, proprio durante le dichiarazioni di voto, Pd e Forza Italia hanno provato ad apporre sul Ptcp il sigillo dell’attuale maggioranza, trasformandone l’approvazione nel primo atto della campagna per la riconferma di Magrini.

Il Pd traccia la strada, Forza Italia si accoda

A indicare apertamente il futuro della coalizione è stato Fabio Passera, capogruppo di Civici e Democratici, la formazione che rappresenta il Pd a Villa Recalcati.

Passera ha ringraziato Magrini per «l’incredibile determinazione» con la quale avrebbe seguito l’iter del piano, aggiungendo che l’attuale maggioranza è «ben lontana dall’avere esaurito la propria spinta riformatrice».

Il passaggio decisivo è arrivato subito dopo: «La strada anche per il prossimo biennio è tracciata e non riesco a intravedere una soluzione diversa da questo presidente e dall’alleanza che ci ha portati fin qui».

Fin qui, nulla di sorprendente: il Pd difende il proprio presidente e propone la prosecuzione dell’esperienza amministrativa. Il vero dato politico è che Forza Italia ha immediatamente raccolto e rilanciato l’investitura.

Marchesi conferma l’alleanza con il centrosinistra

Il capogruppo de La Provincia al Centro Matteo Marchesi, esponente di Forza Italia, non si è limitato a esprimere un giudizio favorevole sul Ptcp. Ha rivendicato il lavoro politico svolto dalla maggioranza e ne ha prospettato esplicitamente la prosecuzione.

«Questo è il metodo che intendiamo continuare a sostenere nel prossimo futuro politico», ha affermato Marchesi. «Il voto di oggi non rappresenta soltanto la conclusione di un percorso. Deve essere anche un punto dal quale ripartire».

Il consigliere azzurro ha quindi chiarito che La Provincia al Centro intende continuare a lavorare «insieme alla maggioranza e al presidente», concludendo con un inequivocabile: «Noi ci siamo, e vorremmo fosse chiaro fin da ora».

Più chiaro di così è difficile. Forza Italia non si limita ad amministrare insieme al Pd per concludere il mandato: si candida a proseguire l’alleanza anche nel prossimo biennio.

Un partito, due coalizioni opposte

È questa la vera anomalia politica emersa a Villa Recalcati. Nei grandi Comuni Forza Italia chiede agli elettori il voto come componente del centrodestra, condivide programmi e candidature con Lega e Fratelli d’Italia e rivendica l’alternativa al centrosinistra.

In Provincia, invece, sostiene Magrini e il Partito Democratico, partecipa alla maggioranza e ora dichiara di voler continuare sulla stessa strada.

Non si tratta più di una soluzione temporanea dettata dalla particolare natura dell’ente provinciale. L’intervento di Marchesi attribuisce all’accordo una prospettiva politica precisa, che va oltre l’approvazione del Ptcp e oltre la scadenza del mandato.

Forza Italia pretende dunque di restare nel centrodestra quando sono in gioco gli equilibri di Varese, Busto Arsizio e Gallarate, ma sceglie il centrosinistra quando si tratta di governare la Provincia. Un piede in due scarpe, secondo una logica che consente agli azzurri di occupare spazi di potere in entrambi gli schieramenti senza chiarire fino in fondo da quale parte intendano stare.

Fratelli d’Italia lascia l’aula

La reazione più netta è arrivata da Fratelli d’Italia. Il capogruppo Marco Colombo ha sottolineato che quelle pronunciate da Passera e Marchesi non erano dichiarazioni sul merito del piano, ma vere e proprie dichiarazioni politiche.

«Per il bene del Ptcp queste affermazioni si potevano fare dopo», ha osservato Colombo prima di abbandonare l’aula insieme agli altri consiglieri del gruppo.

Fratelli d’Italia avrebbe votato a favore del documento, ma ha scelto di non partecipare a una votazione trasformata nell’investitura di Magrini e della coalizione che lo sostiene.

La Lega vota sì e denuncia la strumentalizzazione

La Lega è rimasta in aula e ha sostenuto il piano, accompagnando però il proprio voto con parole durissime.

Il capogruppo Sergio Ghiringhelli ha parlato di una «brutta caduta di stile» e ha accusato la maggioranza di avere strumentalizzato un documento costruito da tutti per lanciare la campagna elettorale.

«Questo non è il Ptcp di qualcuno», ha ricordato il leghista. «Chi si mette una medaglia commette un grave errore, anche politico».

Una contestazione che centra il punto: il piano appartiene alla Provincia, ai suoi 124 Comuni, alle Comunità montane e agli enti parco che hanno partecipato al percorso. Non può diventare il manifesto elettorale di un’alleanza, tanto meno di un accordo nel quale Forza Italia si presenta come alleata del Pd contro gli stessi partiti con cui governa nelle principali città.

Il centrodestra ora chieda chiarezza

L’approvazione del Ptcp resta un risultato importante per il territorio, ma quanto accaduto in aula non può essere archiviato come una semplice schermaglia.

Forza Italia ha compiuto una scelta politica precisa: continuare con Magrini e con il centrosinistra. Una scelta legittima, ma incompatibile con la pretesa di presentarsi contemporaneamente come parte organica del centrodestra in ogni altra sede.

A Lega e Fratelli d’Italia spetta ora decidere se accettare ancora questa ambiguità o chiedere agli azzurri una parola definitiva. Perché non si può essere alleati del centrodestra nelle città e del centrosinistra in Provincia soltanto in base alla convenienza del momento.

A Villa Recalcati Forza Italia ha scelto ancora una volta da che parte stare. E non è quella del centrodestra.

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