MILANO – Liste d’attesa ancora elevate e necessità di aumentare i trapianti: sono i punti centrali emersi dal convegno sulla donazione di organi ospitato a Palazzo Lombardia. L’iniziativa ha riunito istituzioni, enti sanitari, università e associazioni, confermando il ruolo della Regione Lombardia come riferimento nel settore.
Promosso da Italian Health Policy Brief con il sostegno dei ministeri della Salute e dell’Economia, l’incontro ha evidenziato una priorità condivisa: nonostante i risultati raggiunti, serve incrementare il numero di trapianti per rispondere a una domanda ancora alta. I tempi di attesa restano infatti critici per molti pazienti.
Nel dibattito è stata ribadita anche la necessità di aggiornare la legge 91 del 1999, ritenuta in parte superata rispetto alle nuove esigenze organizzative e scientifiche.
Il presidente regionale Attilio Fontana ha sottolineato il primato lombardo, legato a una rete sanitaria diffusa e multidisciplinare, indicando come obiettivo l’aumento dei donatori entro il 2026 attraverso campagne informative.
L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha richiamato la necessità di intervenire su più fronti: organizzazione, tecnologie e riduzione delle opposizioni alla donazione. Sul fronte dell’innovazione, Alessandro Fermi ha evidenziato il ruolo dell’intelligenza artificiale nel migliorare compatibilità e monitoraggio.
Tra le prospettive, le tecniche di perfusione degli organi, capaci di ampliare le possibilità di trapianto. Nel 2025 in Italia sono stati eseguiti 4.572 interventi, dato che colloca il Paese ai vertici europei. Resta però centrale il tema culturale: cresce infatti il numero delle opposizioni, segnale che richiede interventi mirati sulla sensibilizzazione.













