CANTON TICINO – Il Governo italiano non ha ottenuto, per ora, l’accesso come parte civile al procedimento avviato in Svizzera sul rogo di Crans-Montana. La magistratura elvetica ha respinto la richiesta con un provvedimento del 23 luglio, ritenendo che l’Italia non possa essere qualificata come parte lesa.
La Farnesina ha reagito presentando ricorso contro l’ordinanza del 29 luglio. L’impugnazione, affidata a un legale svizzero, contesta le motivazioni del giudice e richiama anche la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Roma chiede quindi di poter assumere un ruolo nel processo.
L’incendio, avvenuto tra il 31 dicembre e il primo gennaio nel bar “Le Constellation”, causò 41 vittime e 115 feriti. Nel locale si trovavano circa 200 persone, molte minorenni. Tra i morti ci sono sei italiani: Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini, tutti tra i 15 e i 17 anni.
Secondo gli investigatori, le fiamme partirono da una candela scintillante applicata a una bottiglia di champagne. I proprietari Jacques e Jessica Moretti hanno respinto gli addebiti.
Il 30 luglio il ministro Antonio Tajani ha incontrato Francesco Riva, presidente dell’associazione che riunisce la maggioranza delle famiglie italiane coinvolte. Tajani ha confermato l’impegno del Governo e il sostegno alla collaborazione tra le magistrature dei due Paesi.












