SARONNO – Un’ora di sciopero per ciascun turno e l’apertura dello stato di agitazione. È la risposta dei lavoratori della Barco al progetto di riorganizzazione produttiva comunicato dall’azienda, che potrebbe coinvolgere personale somministrato, addetti in staff leasing e dipendenti assunti a tempo indeterminato.
La mobilitazione è stata proclamata da Fiom Cgil, Fim Cisl dei Laghi e Uilm Altomilanese. I rappresentanti sindacali Stefano Gallinaro, Lorena Silvani e Otello Amabile hanno illustrato ai dipendenti i contenuti del piano durante un’assemblea.
Al termine del confronto, durato circa mezz’ora, i lavoratori del primo turno hanno deciso di incrociare le braccia per un’ora e di riunirsi davanti ai cancelli. Un’analoga iniziativa è stata programmata nel pomeriggio con il personale del secondo turno.
Dal nuovo hub al cambio di programma
A preoccupare i sindacati è soprattutto il brusco cambio di prospettiva. Due anni prima, infatti, i vertici della multinazionale avevano prospettato l’acquisto di un terreno per realizzare un nuovo hub. Quel progetto sarebbe stato successivamente abbandonato, lasciando ora spazio a una riorganizzazione della produzione.
«Non risultano perdite dello stabilimento di Saronno tali da giustificare questa scelta», sostiene Otello Amabile, della segreteria Uilm Altomilanese. Da qui la richiesta di chiarimenti sulle motivazioni industriali del piano e sulle sue possibili conseguenze per l’intera fabbrica.
Il confronto sarebbe reso più difficile anche dai frequenti cambiamenti nella rappresentanza aziendale e dall’assenza di una direzione italiana stabile.
A Saronno i monitor per le sale operatorie
Barco è una multinazionale metalmeccanica belga specializzata nelle tecnologie di visualizzazione. Nello stabilimento saronnese vengono prodotti monitor destinati alle sale operatorie, attività per la quale il sito è considerato un polo produttivo di rilievo.
I sindacati chiedono quindi garanzie sul futuro dello stabilimento e sulla salvaguardia dei diversi rapporti di lavoro. In attesa di risposte, la vertenza resta aperta e prosegue lo stato di agitazione.













