RSA in Lombardia, costi in crescita e liste d’attesa record: il sistema sotto pressione

Invecchiamento della popolazione e rette sempre più alte mettono in difficoltà famiglie e servizi. In Ats Insubria migliaia di domande in attesa e forti differenze tra territori

Il costo di una degenza in RSA in Lombardia continua a crescere, mentre il sistema dell’assistenza agli anziani mostra segnali sempre più evidenti di pressione strutturale. Il prezzo medio mensile per un posto letto ha raggiunto i 2.312 euro, pari a 76,02 euro al giorno e 27.747 euro all’anno, con un aumento di oltre 460 euro rispetto al 2024.

Un incremento che si inserisce in un contesto già disomogeneo tra territori: si passa infatti dai 60,17 euro al giorno registrati in alcune strutture dell’ATS Montagna (Valtellina, Valcamonica e Alto Lario) fino ai 97,85 euro dell’area dell’ATS Città Metropolitana di Milano, con punte superiori ai 100 euro per i posti “solventi”.

Ats Insubria: 120 strutture e quasi 14mila persone in attesa

Nel territorio dell’ATS Insubria, che comprende le province di Varese e Como, sono attive 120 RSA, di cui solo 4 pubbliche, per un totale di 11.288 posti letto. Le rette variano tra 79,64 e 89,14 euro al giorno, mentre nei posti solventi la media supera i 101 euro.

Il dato più critico riguarda però le liste d’attesa: 13.950 domande in sospeso. Numeri che evidenziano un sistema vicino alla saturazione, con un tasso di occupazione del 98% e tempi medi di ingresso pari a circa 116 giorni.

Un sistema che invecchia con la popolazione

Secondo il report FNP CISL, la Lombardia conta oltre 2,3 milioni di over 65 e più di 560 mila persone non autosufficienti. Le RSA attive sono 738, per il 95% private, con una forte variabilità nei servizi inclusi nelle rette.

La spesa si divide tra quota sanitaria, coperta dal sistema pubblico nei posti convenzionati, e quota alberghiera a carico delle famiglie. Nei posti solventi, invece, l’intero costo ricade sull’utente.

Famiglie sotto pressione tra costi e assistenza a domicilio

Il peso economico è sempre più difficile da sostenere: pensioni medie tra 1.300 e 1.400 euro mensili, anche con l’indennità di accompagnamento, restano spesso insufficienti a coprire le rette. Questo porta molte famiglie a ricorrere a badanti o a soluzioni alternative, con un ulteriore impatto economico e organizzativo.

Il fenomeno è destinato a crescere: secondo le stime, entro il 2028 in Lombardia serviranno circa 153 mila assistenti familiari. Intanto aumenta anche la cosiddetta “migrazione sanitaria” degli anziani verso strutture lontane dal proprio comune di residenza, con conseguenze dirette sulla continuità delle visite e sulla qualità della vita.

Un sistema sempre più diseguale

Il report evidenzia forti differenze anche nei servizi offerti: lavanderia, parrucchiere, podologo e trasporti non sono garantiti in modo uniforme tra le strutture. Questo contribuisce a rendere il sistema delle RSA non solo costoso, ma anche profondamente disomogeneo.

In crescita anche le strutture dedicate all’Alzheimer, con quasi 5.000 posti letto specifici, ancora insufficienti rispetto alla domanda.

Il quadro complessivo restituisce un sistema sociosanitario che fatica a tenere il passo con l’invecchiamento della popolazione e con una domanda di assistenza sempre più ampia e complessa.