Varese a Verona, Kastritis avverte: «Più fiducia, ma senza perdere la fame»

Varese a Verona, Kastritis avverte: «Più fiducia, ma senza perdere la fame»
Dopo i successi contro Roma e Bamberg, la Openjobmetis cerca continuità. Il coach indica le priorità: transizione difensiva e controllo dei rimbalzi.

VARESE – Due vittorie consecutive hanno rilanciato la Openjobmetis, ma Ioannis Kastritis non vuole vedere rilassamenti. Archiviati i successi contro BC Roma e Bamberg, i biancorossi sono attesi sabato 31 ottobre alle 20 dalla trasferta sul campo di Verona.

La squadra arriva all’appuntamento dopo un rientro complicato dalla Germania, segnato dalla cancellazione di un volo e dal conseguente ritardo. Con gli impegni di campionato e coppa così ravvicinati, il tecnico chiede ai giocatori di conservare quanto di buono mostrato nelle ultime gare e di concentrarsi subito sulla prossima sfida.

«Ogni volta dobbiamo dimostrare tutto»

La netta vittoria europea può rappresentare un’iniezione di fiducia, ma Kastritis invita il gruppo a mantenere equilibrio.

«Spero sia così, ma io la fiducia l’ho nei nostri giocatori e nella capacità di voltare pagina. Vorrei davvero che avessimo più fiducia e credessimo di più in quello che stiamo facendo, ma senza arrivare al punto in cui ci rilassiamo pensando che adesso va tutto bene».

Il messaggio del tecnico è chiaro: «La fame deve essere sempre presente: ogni volta dobbiamo dimostrare tutto».

Verona domina a rimbalzo d’attacco

Anche nella convincente prova di Bamberg, Kastritis ha individuato alcuni aspetti sui quali intervenire. Il primo riguarda il rientro difensivo, il secondo la protezione del proprio tabellone.

«Nessuno può fare la partita perfetta. Da Bamberg mi porto un paio di fattori importanti che sono connessi alla nostra partita con Verona: la nostra transizione difensiva e il rimbalzo difensivo».

La Openjobmetis dovrà prestare particolare attenzione alle seconde opportunità concesse agli avversari. Verona è infatti la migliore squadra del campionato per rimbalzi offensivi.

Il pericolo Tobey

Tra i principali riferimenti della formazione veneta c’è Mike Tobey, centro statunitense naturalizzato sloveno e protagonista di un avvio di stagione di alto livello.

«Tobey è un giocatore dominante, ma non sarebbe del tutto corretto concentrarsi solo su di lui», osserva Kastritis. «Verona è una squadra molto buona, molto solida. Una squadra con la S maiuscola, ottimamente preparata e allenata».

Per il coach greco, Varese dovrà evitare di adattare tutta la partita al pivot avversario e rimanere fedele al proprio sistema: «Se saremo a un buon livello nella transizione e nel rimbalzo difensivo, credo che avremo la possibilità di controllare la partita e vincerla».

McDowell-White verso il rientro

Intanto si avvicina il ritorno di William McDowell-White, che potrebbe essere nuovamente disponibile per la gara casalinga dell’8 novembre contro Udine. Dopo una lunga assenza, il suo inserimento richiederà inevitabilmente un periodo di adattamento.

«La parte difficile è stata il lungo periodo in cui non lo abbiamo avuto», sottolinea Kastritis. «Ora abbiamo un ritmo, ma il suo ritorno non ci renderà peggiori. Magari all’inizio ci saranno alti e bassi, ma noi siamo qui per il lungo termine».

Il tecnico attende anche il recupero di Amedeo Della Valle, senza però indicare una data precisa: «Will è un giocatore di grande qualità e lo stesso varrà per Amedeo quando sarà pronto a rientrare».

Una difesa in crescita

Le vittorie contro Roma e Bamberg hanno mostrato una Varese più aggressiva e concreta nella propria metà campo. Il miglioramento difensivo ha prodotto benefici anche in attacco, aumentando ritmo e qualità delle soluzioni.

«Più lavoriamo e giochiamo insieme, più dati raccogliamo e più abbiamo risposte utili», spiega Kastritis. «Ora sembra che capiamo cosa vogliamo fare e quale sia il nostro sistema difensivo. È tutto collegato e sentiamo di essere in miglioramento».

Il percorso, però, è ancora lungo: «Non dobbiamo mai sentirci compiaciuti o soddisfatti. Dovremo restare motivati e affamati, tutti insieme».

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