In un appartamento di Leggiuno viveva una vera e propria “arca domestica”, con animali di ogni tipo: cani, gatti, pappagalli, roditori e tartarughe, per un totale di quasi quaranta esemplari. Una situazione che, richiamando ironicamente una celebre filastrocca, sembrava completa di tutto, “mancavano solo i due liocorni”, ma che nella realtà si presentava ben lontana da un contesto sereno.
Gli animali, infatti, erano costretti a vivere in spazi ristretti, all’interno di un ambiente definito dalle autorità malsano e maleodorante. Per questo motivo la proprietaria, una donna di 65 anni, è finita a processo con l’accusa di maltrattamento di animali e detenzione illegale di specie selvatiche protette, tra cui due psittacidi e un pappagallo cenerino.
Sulla decisione del tribunale potrebbe però incidere lo stato di salute mentale della donna. Il giudice ha infatti disposto una perizia psichiatrica per accertare le sue condizioni, elemento che potrebbe risultare determinante ai fini della sentenza.
La vicenda, ora al vaglio del Tribunale di Varese, risale ai primi mesi del 2024. A far emergere il caso furono i vicini di casa, esasperati dagli odori insopportabili provenienti dall’abitazione. Oggi la donna vive in una struttura di housing sociale in provincia di Varese, mentre la gestione dei suoi interessi è affidata a un amministratore di sostegno, proprio a causa della sua fragilità.













